Pac, Confagricoltura contro il tetto agli aiuti diretti: “Mette a rischio investimenti e lavoro”

Eurocamera vota il ‘capping’ di 100mila euro ai fondi comunitari per le aziende agricole. I rappresentanti degli imprenditori parlano di possibili effetti negativi

Una riforma ancora ai blocchi di partenza, ma che viene già duramente criticata. La bozza di riforma della Politica agricola comune (Pac), approvata in commissione Agricoltura del Parlamento europeo, include un tetto di 100mila euro ai pagamenti diretti. Si tratta degli aiuti comunitari che finanziano gli imprenditori agricoli e che, finora, sono finiti in gran parte nelle casse delle aziende medio-grandi. La misura prevista dalla bozza di riforma della Commissione, ora confermata dal Parlamento europeo, non è piaciuta per niente ai rappresentanti a Bruxelles di Confagricoltura.

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“È un limite fortemente penalizzante”, spiega Cristina Tinelli di Confagricoltura, “soprattutto per quelle imprese di grandi dimensioni che investono in nuove tecnologie e che vogliono restare sul mercato”. L’organizzazione italiana, lo scorso 10 ottobre, si era fatta promotrice di un documento firmato da altre 13 sigle di categoria, per chiedere lo stop al tetto in quanto parte di una serie “proposte discriminatorie per le imprese agricole di molti Stati membri, che sono responsabili di una quota significativa della produzione agroalimentare dell’Ue”.

Come viene spesso ricordato dai sostenitori del tetto, circa l'80% dei pagamenti diretti finisce nelle tasche del 20% dei beneficiari, ovvero delle aziende agricole con più ettari a livello europeo. L’altra faccia della medaglia viene fatta notare dal documento di Confagricoltura, ovvero “che quel 20% (agricoltori che ricevono più di 5.000 euro) genera oltre l'80% della produzione agricola e bovina dell’Ue, gestisce oltre l'80% delle superfici oggetto dell'attività agricola e impiega praticamente tutta la forza lavoro che opera nel settore”. Il tetto andrebbe quindi a colpire, secondo le organizzazioni firmatarie, le aziende che investono di più nelle campagne.

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Ma partendo dalla proposta originaria di riforma della Pac, che già spaventava Confagricoltura, la commissione Agricoltura dell’Eurocamera ha preso una posizione ancora più netta. “Rispetto alla proposta dell'esecutivo comunitario la ComAgri inserisce la possibilità di togliere soltanto il 50% dei costi della manodopera”, sottolinea Tinelli. Di fatto, la proposta iniziale della Commissione europea permetteva alle imprese agricole di detrarre tutti i costi di manodopera. 

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“Le aziende sottoposte al capping sono quelle che creano più lavoro”, ricorda la rappresentante di Confagricoltura, che avverte sulla ricaduta negativa sia per dipendenti o contoterzisti che sugli investimenti in nuovi macchinari e tecnologie. Confagricoltura si appella quindi ai prossimi eurodeputati, sperando che nel lungo iter parlamentare della nuova Pac si rimetta in discussione il tetto agli aiuti diretti. 

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