Bruxelles toglie il "cartellino giallo" alla Thailandia, le importazioni di pesce possono continuare

Il Paese non più nella lista degli "ammoniti" per i progressi compiuti nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

Ansa EPA/RICARDO TONGO

La Thailandia sta facendo il suo dovere per combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca Inn). Per questo la Commissione europea ha ritirato il cosiddetto "cartellino giallo", che era in vigore dall'aprile 2015, con una decisione che annulla la prima fase di un processo che avrebbe potuto condurre a un totale divieto di importazione dei prodotti della pesca marittima nell'Ue. "La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata non solo mette in pericolo gli stock ittici mondiali, ma danneggia anche coloro che vivono dei prodotti del mare, soprattutto chi è già a rischio di povertà. La lotta contro la pesca illegale è pertanto una priorità per l'Ue”, ha dichiarato Karmenu Vella, commissario responsabile per l'Ambiente, gli affari marittimi e la pesca.

Il valore complessivo della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata è stimato a 10-20 miliardi di euro all'anno. Ogni anno si catturano illegalmente tra 11 e 26 milioni di tonnellate di pesce, quantitativo che corrisponde ad almeno il 15% delle catture mondiali. Visto che l'Ue è il principale importatore mondiale di prodotti della pesca la lotta contro quella illegale è parte dell'impegno di Bruxelles volto a garantire lo sfruttamento sostenibile del mare e delle sue risorse.

La Thailandia ha modificato il proprio quadro giuridico in materia di pesca in linea con il diritto internazionale del mare. Ha poi migliorato l'adempimento dei suoi obblighi in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero e Stato di commercializzazione, provvedendo tra l'altro a introdurre nella sua legislazione definizioni chiare e a istituire un regime sanzionatorio dissuasivo. Ha inoltre potenziato i meccanismi di controllo della flotta nazionale di pescherecci e ne ha rafforzato i sistemi di monitoraggio, controllo e sorveglianza. Rientrano in tali attività il monitoraggio a distanza delle attività di pesca e un solido sistema di ispezioni portuali. Secondo la Commissione grazie a tali misure, le autorità thailandesi dispongono ora di tutte le strategie necessarie per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.

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