Tre partiti animalisti entrano al Parlamento Ue. Primo obiettivo ridurre il consumo di carne

Portogallo, Germania e Olanda eleggono un eurodeputato a testa e mirano a dar man forte alle battaglie per riformare la Politica agricola comune. A partire dalla lotta agli allevamenti intensivi

L'eurodeputata animalista Anja Hazekamp

Ridurre il consumo di carne e difendere i diritti di tutti gli esseri viventi. Il prossimo Parlamento europeo avrà anche un’impronta animalista. Tre partiti, i portoghesi del Pessoas-animais-natureza (Pan), i tedeschi del Tierschutzpartei e gli olandesi del Partij voor de Dieren (PvdD), hanno superato la soglia di sbarramento nei rispettivi Paesi e sono riusciti a portare un eurodeputato a testa a Strasburgo. 

Per il PvdD si tratta di una riconferma, visto che già nel 2014 avevano ottenuto un seggio con Anja Hazekamp. Fondato nel 2002 da Marianne Thieme, il Partito degli animali, questo il nome in italiano, ha già alle spalle un lungo curriculum politico, tanto da essere considerato il primo partito animalista al mondo a essere entrato in un Parlamento. Oggi, il PvdD puo’ contare, oltre alla rappresentanza all’Eurocamera, su 8 parlamentari olandesi e diversi consiglieri comunali sparsi per il Paese. Tra i successi raggiunti, c’è quello di aver ottenuto l’impegno ufficiale del governo di Amsterdam a promuovere misure per ridurre il consumo di carne. 

Il PvdD fa parte del gruppo dei Verdi e le sue posizioni politiche abbracciano infatti i temi principali dell’ecologismo europeo, senza dimenticare una critica (da sinistra) alle politiche di austerity.

Come per gli olandesi, anche per i tedeschi del Tierschutzpartei si tratta di una riconferma. Il partito ha come obiettivo principale l'introduzione di una Carta dei diritti degli animali nella costituzione tedesca. Questi includono il diritto alla vita e la protezione da danni fisici e psicologici. Il Tierschutzpartei si batte inoltre per il divieto die test sugli animali, la corrida, la caccia, la produzione di pellicce, lo sfruttamento degli animali da circo e la zootecnia agricola, nonché l'adattamento della popolazione al veganismo. Al Parlamento europeo siede tra i banchi del gruppo della sinistra, il Gue, date anche le sue posizioni a favore di una maggiore giustizia sociale in Europa.

Si tratta di un debutto, invece, per il Pan portoghese. Nato nel 2009, il partito, si legge nel manifesto, “sostiene l'immediato divieto di tutte le attività di intrattenimento che causano sofferenza agli animali, come la corrida e i rodei, tra gli altri”. Pan si batte anche contro tutti quei prodotti la cui origine comporta estrema sofferenza agli animali, “come il foie gras e le pellicce”. Contrario alle sperimentazione animale, il partito si batte per un progressiva riduzione della dieta a base di carne, anche prevedendo l’inclusione di menu vegetariani nelle mense scuole.

Tra le principali battaglie che porterà in Europa c’è quella sulla futura Pac: l’obiettivo è indirizzare i fondi Ue verso l’agricoltura biologica, eliminando i finanziamenti agli allevamenti intensivi e alla pesca industriale. Inoltre, chiedono misure più forti per combattere il traffico di animali. Al momento, non è ancora chiaro se e a quale gruppo parlamentare aderiranno. 

Al Parlamento europeo, la questione animalista non si riduce a questi tre partiti: esiste già un intergruppo parlamentare per il welfare e la conservazione animale che riunisce esponenti di diverse forze politiche. Tra gli italiani, c'è per esempio la deputata M5s, riconfermata, Eleonora Evi.

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