"Biodiversità in calo, a rischio le forniture di cibo": l'allarme della Fao

Un quarto del bestiame da cui dipende la produzione di carne, latte e uova è a rischio estinzione. E lo stesso accade con un terzo degli stock ittici. Unica buona notizia: aumentano le pratiche responsabili in agricoltura e pesca

Allevamento intensivo di polli in Italia. Roma, 5 ottobre 2017. ESSERE ANIMALI

La biodiversità, alla base dei nostri sistemi alimentari, è in calo in tutto il mondo. E ciò che è perso - specie di piante, animali e microrganismi - non può essere recuperato. Il che pone il futuro del nostro cibo e dell'ambiente in grave pericolo. L'allarme arriva dallo 'Stato della biodiversità mondiale per l'alimentazione e l'agricoltura', rapporto Fao che analizza la condizione di piante, animali e microrganismi che sostengono il cibo e la produzione agricola, a livello genetico, delle specie e degli ecosistemi.

Il rapporto è stato preparato dalla Fao sotto la guida della sua Commissione sulle risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura e si basa sull'analisi di dati globali e rapporti forniti da 91 Paesi. La biodiversità per l'alimentazione e l'agricoltura comprende anche la cosiddetta 'biodiversità associata', cioè quella miriade di organismi e anche microrganismi che sostengono la produzione alimentare (tra cui api e altri impollinatori; piante, animali e microrganismi che aiutano a depurare l'acqua e l'aria, a combattere le malattie delle colture e del bestiame e a mantenere i terreni fertili).

A rischio estinzione

Con biodiversità s'intendono tutte le piante e gli animali - selvatici e domestici - che forniscono cibo, mangimi, carburante e fibre. "Una volta perduta - avverte il Rapporto Fao - la biodiversità alimentare e agricola non può essere recuperata". Delle circa 6.000 specie di piante coltivate per il cibo, meno di 200 contribuiscono in modo sostanziale alla produzione alimentare globale e solo nove rappresentano il 66% della produzione totale.

La produzione mondiale di bestiame si basa su circa 40 specie animali: un piccolo gruppo fornisce la stragrande maggioranza di carne, latte e uova. E delle 7.745 razze di bestiame locali, il 26% è a rischio d'estinzione. Quasi un terzo degli stock ittici è sovra-sfruttato, più della metà ha raggiunto il limite sostenibile. "La biodiversità è fondamentale per la salvaguardia della sicurezza alimentare globale. Dobbiamo usarla in modo sostenibile, per rispondere meglio alle crescenti sfide del cambiamento climatico e produrre cibo senza danneggiare l'ambiente", conclude il Dg della Fao, José Graziano da Silva

Qualche dato: la Lista rossa Iucn delle specie minacciate contiene oltre 9.600 specie di cibo selvatico, di cui il 20% è nella categoria 'minacciato' (che comprende: in pericolo critico, in pericolo e vulnerabile) (Fao, Sow-Bfa, 2019); il 33% degli stock ittici sono sovrasfruttati e il 60% ha raggiunto il limite sostenibile (Fao, 2018); il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall'impollinazione ma la perdita di api sta aumentando e il 17% delle specie di impollinatori vertebrati è minacciato di estinzione globale (Ipbes, 2016).

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La buona notizia

"La buona notizia - dice Vera Agostini ,vicedirettore Dipartimento Pesca e Acquacoltura della Fao - è che le pratiche alimentari che rispettano la biodiversità sono in aumento per cui stiamo andando nella direzione giusta". In particolare, stando al rapporto, l'80% dei 91 Paesi coinvolti nell'indagine afferma di seguire una o più pratiche 'friendly' come l'approccio ecosistemico alla pesca, la gestione sostenibile delle foreste, l'agroecologia, l'agricoltura conservativa, i sistemi integrati di allevamento di bestiame e agro-forestali, l'acquaponica, la policoltura e l'agricoltura biologica. "Altro punto fondamentale - conclude - è che la collaborazione, sia tra settori che tra Paesi, è la chiave nel facilitare il contributo della biodiversità ai sistemi agricoli e alimentari".

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