Fare birra "senza acqua" usando l’aria di campagna

La materia prima per la bionda ecosostenibile Sans Papier ottenuta grazie a un maxi deumidificatore. L'idea originale arriva dall'Umbria

Foto Ansa EPA/WILL OLIVER

Chi ha un deumidificatore a casa o in ufficio si sarà reso conto delle grandi quantità di acqua che produce. L’imprenditore Matteo Minelli ha pensato di utilizzare questo strumento per creare la materia con cui produrre una birra che non sfrutti le sorgenti e che diventi anche un prodotto unico grazie all’aria fresca delle colline di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. 

L’impianto di deumidificazione e’ anche assolutamente green viene messo in funzione con l’energia pulita ricavata dai pannelli solari che coprono l’intero birrificio. Nelle giornate di sole, quando i macchinari vanno a piena potenza, la produzione di acqua si aggira tra i mille e i 1200 litri giornalieri. L’energia in eccesso viene immagazzinata e consente all’impianto di filtrare aria per trasformarla in acqua anche durante la notte.  Messa in commercio col nome di “Sans papiers”, la bionda d’aria si presenta nel sito ufficiale come “una birra che contiene in sé l’essenza del luogo in cui nasce”.

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