Cadmio nei fertilizzanti, raggiunto accordo sui nuovi limiti europei

I produttori avranno tre anni di tempo per adeguarsi al nuovo standard di 60 mg/kg. Incentivato l’uso di materiali ecosostenibili

Foto Ansa EPA/HOTLI SIMANJUNTAK

Attualmente, solo il 5% dei rifiuti di materiale organico viene riciclato e utilizzato come fertilizzante. Secondo le stime, se venissero riciclati più rifiuti organici, si potrebbe sostituire fino al 30% di fertilizzanti non organici. L'Ue importa più di 6 milioni di tonnellate di fosfato di roccia all'anno, ma potrebbe recuperare fino a 2 milioni di tonnellate di fosforo da fanghi di depurazione, rifiuti biodegradabili, residui di carne e ossa o letame, secondo la Commissione. Quasi la metà dei fertilizzanti sul mercato dell'Ue non è coperta dalla legislazione vigente. Il nuovo regolamento sui fertilizzanti, che sostituirà quello precedente in vigore dal 2003, comprende tutti i tipi di fertilizzanti: minerali, organici, ammendanti, materie agricole e così via.

I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle nuove norme che facilitano l'accesso al mercato unico dell’Ue di fertilizzanti ottenuti da materiali organici o riciclati e fissano limiti per il cadmio. Il testo concordato introduce limiti per i metalli pesanti nei fertilizzanti fosfatici per ridurre i rischi per la salute e l'ambiente. Il limite per il contenuto di cadmio nei concimi fosfatici "marchiati CE" sarà di 60 mg/kg a partire dalla data di applicazione del regolamento, vale a dire tre anni dopo la sua entrata in vigore. Una clausola di riesame impone alla Commissione europea di rivedere i valori limite, al fine di valutare la fattibilità di ridurli, quattro anni dopo la data di applicazione delle nuove norme. 

I legislatori europei hanno inoltre previsto l’uso di un'etichetta volontaria "basso cadmio” per i prodotti con un contenuto di cadmio inferiore a 20 mg/kg. Le attuali norme dell'Ue sui fertilizzanti riguardano principalmente i fertilizzanti convenzionali, tipicamente estratti dalle miniere o prodotti chimicamente, con un elevato consumo di energia e produzione di Co2. La mancanza di uniformità tra norme nazionali rendono difficile la vendita e l'uso di fertilizzanti organici da parte dei produttori attraverso il mercato unico europeo. 

La nuova legislazione promuove quindi un maggiore uso di materiali riciclati per la produzione di fertilizzanti, contribuendo così a sviluppare l'economia circolare. Si facilita inoltre l'accesso al mercato di fertilizzanti organici innovativi, che offrirebbe agli agricoltori e ai consumatori una scelta più ampia e promuovere l'innovazione verde. Infine si stabiliscono criteri di qualità, sicurezza e rispetto ambientale per i fertilizzanti commercializzati all'intero del mercato unico dell’Ue.

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