Canguri, Italia prima in Ue per importazione pelli. Protestano gli animalisti

Allarme della Lav: “Fermate la caccia in Australia, già devastata da incendi incessanti”. La materia prima viene usata per fabbricare scarpe da calcio, tute motociclistiche e articoli di lusso

Photo credit: Twitter profile @DailyAi41205

“Stop alla caccia ai canguri”. È l'appello rivolto dalla Lav (Lega Anti-Vivisezione) direttamente all'Ambasciatore d'Australia in Italia, Gregory Alan French, nella speranza di attenure il già gravissimo impatto ambientale di mesi d’incendi che stanno devastando l'ecosistema. L'Italia, spiega la Lav, è il primo paese in Europa per importazioni di pelli di canguro. Vengono prevalentemente utilizzate come materia prima per la produzione di scarpe da calcio e tute motociclistiche da parte di note aziende italiane, ma vengono in parte destinate anche alla fascia alta del mercato per calzature e accessori di lusso

Gli incendi

“Un primato di cui non c'è da andare certo fieri, tanto più nel contesto dell'emergenza climatica e degli incendi che da 4 mesi divorano l’Australia”, scrivono gli animalisti che poi di appellano “agli importatori italiani di pelli (ma anche carne) di canguro affinché rinuncino per sempre ad alimentare questo mercato di morte”. 

Le vittime dei roghi

“Sarebbero oltre un miliardo, secondo le stime, gli animali morti tra le fiamme (tra koala, canguri, ecc.), oltre 8 milioni di ettari sono andati in fumo, decine di vittime umane e migliaia di abitazioni distrutte: una vera catastrofe ambientale, una perdita di ecosistema di proporzioni incalcolabili”, prosegue la Lav. Uno scenario che, a detta degli attivisti per i diritti degli animali richiede l’azione delle autorità diplomatiche affinché “l'Italia valuti la possibilità di mettere a disposizione figure specializzate che contribuiscano a gestire una emergenza che rischia di cancellare molte specie animali dalla faccia della Terra, con danni incalcolabili sull'habitat e per la popolazione”

Anche i cammelli a rischio

“Nei mesi e anni che seguiranno alla fine degli incendi tutti gli animali selvatici avranno concrete e gravi difficoltà di sopravvivenza”, affermano gli attivisti, che poi denunciano: “Ad oggi le autorità australiane non solo non hanno ancora bloccato alcuna forma di attività venatoria, ma addirittura hanno autorizzato un piano di eradicazione della popolazione di cammelli che nei prossimi giorni comporterà l'uccisione di almeno 10mila animali colpevoli di essere disperatamente alla ricerca di fonti di acqua, risorsa diventata oggi troppo preziosa in Australia per destinarla agli animali selvatici” aggiunge la Lav. 

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“I cittadini, l'ambiente e gli animali australiani sono tutti vittime di una politica al massacro priva di una minima strategia coerente, etica, scientifica e sostenibile”, conclude la Lav.

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