“Stop ai prelievi a cavalle incinte per estrarre ormoni”, Evi contro le 'fattorie del sangue'

La deputata del Movimento 5 Stelle chiede alla Commissione di vietare le importazioni di Pmsg: “Animali costretti a gravidanze a ripetizione e aborti multipli, per poi morire di stenti o mandati al macello”

Foto Ansa EPA/DAI KUROKAWA

Tutelare gli standard minimi di benessere degli animali anche oltre i confini europei intervenendo sulle importazioni. È quanto chiede Eleonora Evi, eurodeputata del Movimento Cinque Stelle, al commissario per la Salute Vytenis Andriukaitis. La parlamentare denuncia un macabro mercato di gonadotropina sierica estratta dalle cavalle incinte in Argentina e Uruguay. 

“Decine di migliaia di cavalle incinte - scrive la Evi - sono costrette a violente estrazioni di sangue per produrre un siero, il Pmsg, che viene poi utilizzato negli allevamenti intensivi in Europa per indurre la fertilità dei capi, aumentando così la produzione”. L’esponente dei Cinque Stelle si appella alle istituzioni di Bruxelles per “fermare questo orrore, imponendo un divieto all’importazione di Pmsg”.  “In queste vere e proprie fattorie del sangue - prosegue la deputata - le cavalle vengono costrette a gravidanze a ripetizione e aborti multipli, per poi morire di stenti o mandate al macello”.

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“Tutto ciò - accusa - per permettere alle aziende farmaceutiche di realizzare profitti milionari con la vendita agli allevamenti intensivi del Pmsg ricavato dal sangue delle giumente”.  “L’Unione europea - scrive l’europarlamentare - non può continuare ad alimentare questa barbarie”. “Soltanto con un divieto all’importazione di Pmsg possiamo contribuire a mettere la parola fine a queste fattorie di sangue, violenza e morte”, conclude Evi.

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