Confagricoltura a Ue: "Far fronte a emergenza cinghiali"

Lo ha detto il presidente Giansanti durante un incontro a Bruxelles con il commissario Andriukaitis

“L’eccessiva proliferazione della fauna selvatica, cinghiali in particolare, come ha evidenziato di recente anche l’Efsa è diventata una vera e propria emergenza, causa di epidemie, di incidenti alla popolazione e di gravi danni al settore agricolo. E’ pertanto necessario un intervento a livello europeo, essendo il problema presente nella quasi totalità dei Paesi Ue”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti a Bruxelles a margine della visita al commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis.

"Andriukaitis - si legge in una nota di Confagricoltura - ha condiviso le preoccupazioni di Giansanti e ha affermato di essere a favore di un’azione corale europea partendo dai territori e coinvolgendo tutti i soggetti". Il commissario Ue e il presidente Giansanti hanno anche affrontato il dossier Xylella: "A tal proposito Andriukaitis ha affermato che l’Ue attende ancora dall’Italia il piano di azione per combattere la malattia, con le indicazioni degli obiettivi e dei tempi di realizzazione delle iniziative di contrasto - segnala l'organizzazione italiana -  Solo dopo la presentazione di questo piano l’Europa potrà intervenire con fondi specifici a sostegno del settore".

Andriukaitis ha anche ricordato "che è ancora pendente la procedura di infrazione per l’Italia, deferita alla Corte di giustizia europea per non aver pienamente applicato le misure Ue, tra cui l'abbattimento delle piante malate, per impedire la diffusione della Xylella fastidiosa nel territorio dell'Unione". 

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Commenti (1)

  • Per decenni, in particolare del secolo scorso, i signori "del sole che ride" con le loro associazioni e pseudo-istituzioni e rappresentanti politici, hanno portato avanti campagne di "ripopolamento" insensate (o meglio interessate.. a loro!) determinando a distanza di pochi lustri diffusi problemi di sovrappopolamento in molte regioni di Italia, principalmente per l'assenza di predatori. E così, negli anni, si è parlato (ad esempio) di emergenza vipere, emergenza ungulati (cinghiali, daini, caprioli), emergenza lupi o orsi. Nel mezzo (e durante) gli stessi hanno ostacolato (e perseverano tutt'ora) campagne di contenimento e/o abbattimento. E casomai ogni tanto qualcuno muore, vuoi per le complicazioni del morso di una vipera, vuoi per le conseguenze di incidenti stradali causati da un cinghiale o daino che attraversa la strada. Oppure subisce danni, a causa di gruppi di cinghiali che devastano culture e proprietà, oppure branchi di lupi che sbranano animali da pascolo (pecore e piccoli bovini) o uccidono cani e gatti domestici. E adesso, anzichè sparare agli ungulati o ai lupi, a me verrebbe voglia di sparare prima a chi ce li ha (ri)messi senza criterio.

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