Frutti esotici al Sud e macchia mediterranea al Nord, l’Italia tropicale preoccupa gli agricoltori

Con +1,49°C, il 2018 è finora l’anno più caldo dal 1800. A rischio stagionatura dei salumi, affinamento dei formaggi e invecchiamento dei vini

Le preoccupazioni diffuse dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) confermano quello che gli addetti al settore agroalimentare lamentano da tempo: il riscaldamento globale sta assestando una tropicalizzazione del clima italiano, ormai frequentemente caratterizzato anche da eventi estremi. E questo sta provocando non poche problematiche all'agricoltura italiana.

È quanto emerge da un’analisi svolta dalla Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno, che vedono il clima italiano più caldo di 1,49°C rispetto alla media storica. Questi dati portano il 2018, almeno per il momento, sul gradino più alto del podio tra gli anni più afosi da quando si dispone di dati sulle temperature, ovvero dal 1800.

“Un fenomeno che - sostiene un comunicato della Coldiretti - ha cambiato nel tempo la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche con l’ulivo, tipicamente mediterraneo, che in Italia si è spostato a ridosso delle Alpi mentre in Sicilia e in Calabria sono arrivate le piante di banane, avocado e di altri frutti esotici Made in Italy, mai viste prima lungo la Penisola”.

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“Il riscaldamento provoca anche il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini”, precisa la Coldiretti. L’organizzazione specifica che oramai il periodo della vendemmia viene anticipato “anche di un mese rispetto al tradizionale mese di settembre”. Con amara ironia, i lavoratori delle campagne fanno notare che non solo non vale più il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, ma anche che a breve sarà necessario aggiornare anche i testi scolastici. 

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“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici—dichiara Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti—ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”. Moncalvo sottolinea che “i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

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