Benessere degli animali, Corte Ue a Stati: “Rispettate standard su trasporto e macellazione”

La relazione rivela: abituale mozzamento della coda dei suini ed errate procedure di stordimento prima di abbattere i capi allevati

Un tema di una certa rilevanza per la Politica agricola comune (Pac) dei prossimi anni. Modalità di trasporto e macellazione sono al centro dell’intervento della Corte dei conti Ue per richiamare gli Stati membri al rispetto delle norme sul benessere degli animali in allevamento. La relazione dei magistrati europei evidenzia che i Governi si attivano per ottemperare le norme solo in seguito ai rimproveri della Commissione, guardiana delle norme comunitarie.

La Corte richiama dunque al rispetto degli animali anche in assenza di tali raccomandazioni, che spesso tardano ad arrivare.  Nonostante lo stanziamento di oltre un miliardo e mezzo di euro in fondi Pac a sostegno di tecniche di allevamento rispettose del benessere dei capi, l’indagine compiuta dagli auditor della Corte in cinque Stati membri, compresa l’Italia, ha dato ragione alle preoccupazioni delle associazioni animaliste.

Pratiche abituali come il mozzamento della coda dei suini o l’inosservanza della normativa riguardante il trasporto su lunghe distanze, nonché l’impiego delle procedure di stordimento al momento della macellazione creano un forte divario tra gli impegni presi e l’attuazione sul campo. “Il benessere degli animali è un tema importante per i cittadini dell’Unione europea”, afferma Janusz Wojciechowski, membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione.

“La Commissione - prosegue - si è adoperata per rispondere ai timori dei portatori d’interesse, ma occorre ancora colmare il divario fra obiettivi ambiziosi e attuazione pratica”. Si calcola che nell’Ue il settore zootecnico, che rappresenta il 45% dell’attività agricola continentale, genera un volume d’affari pari a 168 miliardi di euro e conta circa 4 milioni di posti di lavoro. Il fatturato annuo dell’intero indotto, dalla lavorazione di latte e carni alla produzione di mangimi per bestiame, viaggia intorno ai 400 miliardi di euro. Oltre alla tutela della dignità dell’animale, l’applicazione uniforme di standard per il benessere dei capi allevati contribuisce a creare condizioni di parità concorrenziale in questi settori.

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