Dieta "universale" a base di frutta e verdura. "Così eviteremo 11milioni di morti l'anno"

Uno studio ribadisce: il consumo di carni rosse dannoso per l'ambiente e la salute. E propone di cambiare abitudini alimentari. Per salvare il Pianeta

Meno carni rosse, più frutta e verdura. La stessa ricetta che sentiamo ripetere da anni per vivere meglio si adatta anche ad un'altra grande sfida per l’umanità, quella di preservare il pianeta che ci ospita. È quanto afferma uno studio della City University di Londra, ripreso dalla Commissione Eat-Lancet. Lo studio, pubblicato per intero sulla rivista scientifica The Lancet, porta avanti una dieta definita “universale”, in quanto utile sia alla salute che all’ambiente. 

“Il cibo che consumiamo”, ha spiegato il professore Tim Lang, “e il modo in cui viene prodotto determina lo stato di salute delle persone e del pianeta, e lo stiamo attualmente gestendo nel modo sbagliato”. Lang, che insegna politica alimentare alla City University, sostiene che l’umanità debba “trasformare radicalmente il sistema alimentare mondiale in un modo mai fatto prima adattandolo al contempo ai contesti dei diversi Paesi”.

Per fare ciò, gli autori consigliano una dieta composta da una grande varietà di alimenti d'origine vegetale e da una più bassa quantità di alimenti di origine animale, farine raffinate, cibi altamente trasformati, zuccheri aggiunti, e con grassi insaturi anziché saturi.

“Il modello scientifico che abbiamo messo a punto - insiste Lang - per una dieta sana e ecosostenibile costituisce le fondamenta che sosterranno e guideranno il cambiamento.” Lo studio pubblicato su The Lancet sottolinea quanto già ribadito in più occasioni, ovvero che le cattive abitudini alimentari sono ormai fra le principali cause di morte per malattia. Gli autori sottolineano che seguire questo nuovo modello alimentare consentirebbe di evitare 11 milioni di morti premature ogni anno. Cambiare il nostro sistema alimentare globale risulta ancora più necessario se si pensa a quei 3 miliardi di individui malnutriti, includendo denutrizione e sovralimentazione come due facce della stessa medaglia.

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