"Il glifosato non è cancerogeno", l'agenzia Usa smentisce l'Organizzazione mondiale della sanità

L'Epa statunitense afferma che "non ci sono rischi per la salute pubblica" se l'erbicida "è utilizzato in accordo con le indicazioni nell'etichetta"

Ha diviso la comunità scientifica e innescato campagne politiche e processi giudiziari negli Stati Uniti come in Europa. Il tutto a partire soprattutto da quando la Iarc, l'agenzia per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha inserito il glifosato,  uno degli erbicida più usati al mondo, nella lista delle sostanze "potenzialmente cancerogene". Un parere scientifico che adesso viene smentito dalla massima autorità Usa in materia, l'Agenzia per l'ambiente Epa.

Secondo l'Epa, l'erbicida prodotto dalla Monsanto, oggi in mano alla tedesca Bayer, non costituisce un rischio per la salute pubblica e non ci sono elementi sufficienti a dichiararne il legame con il cancro. In un documento in cui valuta la pericolosità del glifosato, l'Epa afferma che "non ci sono rischi per la salute pubblica se il glifosato è utilizzato in accordo con le indicazioni nell'etichetta" e che "il glifosato non è cancerogeno". Il prodotto secondo l'agenzia presenta una 'bassa tossicità' per le api mentre costituisce un 'rischio potenziale' per animali e piante, incluse quelle acquatiche, tanto che l'agenzia propone nuove limitazioni all'uso, soprattutto quello aereo.

Negli Stati Uniti, scrive l'Ansa, sono circa 13mila le cause intentate contro la Monsanto sui presunti effetti del glifosato. e già due sentenze hanno condannato l'azienda a risarcimenti milionari nei confronti di due agricoltori. "Bayer crede fermamente che la scienza supporti la sicurezza degli erbicidi basati sul glifosato", ha affermato la multinazionale, che ha sempre negato qualsiasi legame tra la sostanza e il cancro, in un comunicato. 

Anche l'Unione europea, attraverso l'Efsa, l'agenzia Ue per la sicurezza alimentare, aveva negato il legame tra glifosato e cancro. Un parere che aveva provocato aspre polemiche e che aveva consentito alla Commissione europea di rinnovare l'autorizzazione al commercio di questo erbicida. Solo in seguito, si era scoperto che il giudizio dell'Efsa si era basato su studi scientifici riconducibili in gran parte alla stessa Monsanto. Per questa ragione, il Parlamento Ue ha di recente varato un nuovo regolamento per aumentare la trasparenza dei test scientifici dell'Efsa.

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