Pac, il 'manifesto' della Sinistra unitaria europea per renderla più sostenibile

Secondo il gruppo Gue del Parlamento Ue serve una vera alternativa alle “solite vecchie politiche che hanno avvantaggiato grandi aziende agricole come la Monsanto, con enormi costi per l'ambiente, gli animali e la salute pubblica”

La leader della Gue Gabriele Zimmer

L’agricoltura sostenibile in sei mosse, tante quante le azioni che l’Unione europea dovrebbe adottare per rendere più equa e giusta la Politica agricola comune (Pac). A suggerire la strategia ‘green’ il gruppo della Sinistra unitaria europea (Gue), nel ‘manifesto di sinistra’ per il settore primario. Il documento di una ventina di pagine contiene proposte di “politiche concrete” per una rivoluzione della Pac che verrà. Gli obiettivi da perseguire sono i seguenti: un modello di produzione e consumo sostenibile, un reddito dignitoso per le piccole e medie aziende agricole assieme a una maggiore protezione sociale per gli agricoltori e i lavoratori agricoli, una “valida alternativa” agli accordi di libero scambio e alla fine delle sovvenzioni all'esportazione, una Pac rispettosa del clima e più salubre, equilibrio di genere ed età nel settore, benessere degli animali, protezione delle foreste e loro gestione sostenibile.

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Il gruppo parlamentare è convinto che le proposte della Gue siano la vera alternativa alle “ solite vecchie politiche che hanno avvantaggiato grandi aziende agricole come la Monsanto, con enormi costi per l'ambiente, gli animali e la salute pubblica”. La sinistra europea critica gli orientamenti della Commissione europea. Per la Pac post-2020 si profila una continuità con le politiche adottate finora, e si vorrebbe porre un freno a tutto ciò. “Circa l'80% dei 55 miliardi di euro per anno del budget della Pac – lamenta la Gue – è andato al 20% dei destinatari, mostrando un enorme squilibrio nel sistema”.

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