"I noccioleti vicino ai laghi inquinano e violano le norme Ue", il M5s porta il caso a Bruxelles

Sotto accusa i rischi per i bacini di Vico e Bolsena. L'espansione dei campi di nocciole promossa anche da un progetto della Ferrero

Una immagine del lago di Vico / Flikr

L’espansione dei noccioleti attorno ai laghi di Vico e di Bolsena rispetta o meno le norme europee? E' quanto chiede l’europarlamentare del M5s Dario Tamburrano in una interrogazione alla Commissione europea.

Si tratta di un nuovo atto della polemica che vede un fronte variegato di ambientalisti e forze politiche che da tempo si oppone all'aumento delle coltivazioni di nocciole attorno a questi due laghi. Il motivo?  “La coltivazione intensiva di nocciole nei bacini dei due laghi comporta il dilavamento di fitofarmaci e concimi verso i laghi stessi", dice Tamburrano. In altre parole, provocano inquinamento e metterebbero a rischio la biodiversità, oltre a causare l’abbassamento della falda acquifera per effetto dei prelievi per l’irrigazione

Inoltre, sostiene Tamburrano, poiché i laghi "sono protetti dalla Ue attraverso la rete Natura 2000, le norme europee prescrivono una valutazione d’incidenza prima di avviare attività con ripercussioni" su tali aree. "Tale valutazione non è stata effettuata - attacca l'eurodeputato M5s - Ho chiesto pertanto se la valutazione d’incidenza fosse necessaria e se il diritto europeo sia stato rispettato”.

“Inoltre, lo sviluppo della coltivazione del nocciolo è incoraggiato in vario modo dalla Regione Lazio e dalla Regione Umbria, entro le quali ricadono i bacini dei due laghi. Ho dunque chiesto se doveva essere effettuata anche la valutazione ambientale strategica”, aggiunge Tamburrano.

In effetti, a sostegno dell'espansione dei noccioleti vicino ai due laghi ci sono i fondi Ue messi a disposizione dalle Regioni. Fondi che fanno il pari con il Progetto Nocciola Italia promosso dalla Ferrero.

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