La Commissione Ue vuole misurazioni più precise dello spreco alimentare in Europa

Bruxelles ha stabilito una metodologia comune all'interno delle politiche per ridurre gli sprechi del 50% entro il 2030 come richiesto dall'Onu

Servono metodi di misurazione più precisi e accurati in Europa per monitorare gli sprechi alimentari e sostenere gli sforzi per ridurli del 50% entro il 2030come richiesto dall'Onu. A questo scopo la Commissione europea ha pubblicato l'atto delegato che stabilisce una metodologia comune a livello comunitario. Servirà ai paesi membri per applicare la nuova legislazione Ue sui rifiuti, che impone di attuare programmi nazionali di contrasto allo spreco alimentare in ogni fase della catena di approvvigionamento, per raggiungere l'Obiettivo di sviluppo sostenibile Onu 12.3, che prevede appunto la riduzione del 50% degli sprechi alimentari al 2030.

"Trentadue delle 50 più grandi aziende alimentari del mondo già partecipano a programmi che hanno fissato un obiettivo di riduzione degli sprechi coerente" con quello Onu, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, aprendo i lavori del sesto incontro della Piattaforma Ue contro sprechi e dispersioni alimentari. L'adozione finale della metodologia è prevista per l'autunno. "Non dobbiamo dimenticare le piccole e medie imprese in modo da riorientare tutta la catena del valore a pratiche più sostenibili, ma non vedo per ora margine per la Commissione di proporre una legislazione, piuttosto va sfruttata la piattaforma Ue contro lo spreco per favorire lo scambio di buone pratiche anche tra le Pmi", ha aggiunto Katainen parlando con l'Ansa a margine del suo intervento.

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Grazie alla nuova metodologia, gli Stati membri dovrebbero istituire un quadro di monitoraggio con il 2020 come anno di riferimento, per fornire alla Commissione i primi nuovi dati sui livelli di spreco alimentare entro la metà del 2022.

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