Corte Ue: piante create con mutagenesi sono Ogm e vanno assoggettate alla direttiva in materia

Per il tribunale vanno escluse però quelle con lunga tradizione di sicurezza. Questa tecnica, a differenza della transgenesi, consente di modificare il genoma senza inserire dna estraneo

ANSA/ GREENPEACE / DBA

Gli organismi ottenuti tramite la pratica della mutagenesi sono Organismi geneticamente modificati e, in linea di principio, sono soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva sugli Ogm. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia Ue su questa tecnica che, a differenza della transgenesi, consente di modificare il genoma di una specie vivente senza inserire Dna estraneo e che è stata usata per sviluppare varietà di sementi resistenti a erbicidi selettivi. Secondo la Corte però, gli organismi ottenuti attraverso tecniche di mutagenesi utilizzate convenzionalmente in varie applicazioni e con una lunga tradizione di sicurezza sono esentati da tali obblighi, fermo restando che gli Stati membri sono liberi di assoggettarli, nel rispetto del diritto dell’Unione, alla direttiva.

La sentenza è è relativa ad una causa che vedeva coinvolte da una parte il sindacato agricolo francese Confédération Paysanne, diventato celebre nel 1999 quando i suoi militanti, guidati da José Bové, smontarono il Mc Donald's di Millau, in Occitania, e lo Stato francese dall'altra. La Coldiretti si è felicitata del fatto che anche le nuove tecniche non possono essere esonerate da un esame approfondito dei rischi in quanto la pratica è simile a quelle della transgenesi dato che consente di ottenere varietà “ad un ritmo ed in quantità non paragonabili a quelle risultanti dall’applicazione di metodi tradizionali”. Occorre quindi “evitare gli effetti negativi sulla salute umana e l’ambiente e violare il principio di precauzione”.

Spetterà agli Stati membri, spiega la Coldiretti, al fine di promuovere le ricerche nel campo del miglioramento genetico e rendere disponibili agli agricoltori varietà vegetali resistenti ad insetti o a condizioni climatiche avverse, valutare la natura tradizionale delle applicazioni e l’osservanza di elevati livelli di sicurezza comprovando un precedente impiego risalente nel tempo.

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