Olanda, le farfalle sono volate via: ridotte dell'84% in 130 anni

Delle 71 specie autoctone 15 delle risultano estinte. Gli esseri umani sono i principali responsabili della distruzione del loro habitat e quindi del declino della popolazione

Ansa Marcos Delgado

Olanda, terra di tulipani e mulini a vento. Ma decisamente non terra di farfalle, che dalle campagne e dalle città dei Paesi Bassi sono andate via a ritmi mai visti. La variopinta popolazione delle farfalle si è ridotta di almeno l’84% negli ultimi 130 anni, secondo uno studio prodotto da ricercatori dell’università di Wageningen e dell’istituto di conservazione delle farfalle olandese.

Il censimento

Gli autori dello speciale censimento hanno analizzato circa 120mila farfalle catturate dai collezionisti tra il 1890 e il 1980, oltre a dati scientifici più recenti provenienti da oltre 2 milioni di avvistamenti. Questo ha permesso di determinare la variazione nella popolazione degli insetti. Delle 71 specie di farfalle autoctone, 15 delle risultano estinte, e tra le specie ancora presenti in natura il numero si è ridotto. Ancor più di quanto si pensi. “Siamo abbastanza sicuri che il reale declino debba essere molto più grande”, rileva Chris van Swaay, dell’istituto di conservazione delle farfalle olandese, e uno dei coautori dello studi. Quello dei Paesi Bassi non è che un dato specifico di una tendenza tutta europea.

In declino insetti e i loro predatori

Perché il mondo della ricerca ha stabilito che in tutta Europa insetti e loro predatori sono in declino. Le cause sono legate tra loro. La riduzione degli insetti ha comportato la sparizione degli uccelli insettivori. Nello specifico, il numero degli insetti volanti è crollato del 75% negli ultimi 25 anni, denuncia un altro studio. In un quarto di secolo, sono andati perduti i tre quarti delle creature alate più piccole. “Il fatto che il numero di insetti volanti stia diminuendo a un tasso così alto in un'area così ampia è una scoperta allarmante”, sostiene Hans de Kroon, dell'università Radboud, e capo della ricerca scientifica.

Gli esseri umani responsabili

Una conseguenza dei cambiamenti climatici? Non proprio, e non solo. Secondo gli autori dello studio l’avanzata delle città a scapito delle campagne e diversa gestione del territorio sono tra i motivi dello sconvolgimento. Di fatto la riduzione della superficie non edificata, unita al cambio di destinazione d’uso dei terreni agricoli ha distrutto gli habitat naturali dove prima proliferava la fauna una volta tradizionale e oggi invece eccezionale. I Paesi Bassi non fanno eccezione. “Prima del 1950 le praterie olandesi assomigliavano molto a ciò che ora abbiamo lasciato in alcune riserve naturali”, spiega Chris van Swaay. “Era un'agricoltura a bassissima intensità”. Oggi è tutto cambiato. “Il terreno è stato drenato, sono state immesse grandi quantità di fertilizzante, e viene falciato sei volte l'anno. Non c'è spazio per le farfalle se non su bordi stradali e riserve naturali”.

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Commenti (1)

  • Non è cosa buona....

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