Olio di palma, la Malesia minaccia stop ad accordo commerciale con l'Ue

Il Paese asiatico preoccupato dal possibile divieto europeo all'uso di questo prodotto per la produzione di biocarburanti

Stop all'accordo regionale per il potenziamento delle relazioni commerciali con l'Unione europea. E' quanto minaccia la Malesia per ritorsione qualora Bruxelles dovesse decidere di vietare l'uso dell'olio di palma nei biocarburanti entro il 2020. Decisione attesa nei prossimi giorni. 

La Malesia e altri nove Paesi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (Asean) hanno pubblicato il 21 gennaio scorso un comunicato congiunto con l'Ue per l'elevazione delle relazioni al livello di "partenariato strategico". La Malesia, pero', ha fatto un passo indietro nei giorni scorsi, affermando che il piano dovrebbe essere congelato alla luce del trattamento riservato da Bruxelles alle importazioni di olio di palma.

Malesia e Indonesia, assieme, detengono l'85 per cento della produzione mondiale. "L'Indonesia ha formulato la medesima raccomandazione", recita un comunicato del ministero degli Esteri malese. Sia Giacarta che Kuala Lumpur contestano la risoluzione non vincolante adottata dal Parlamento Ue nel 2017, che prevede il divieto di impiegare olio di palma nei biocarburanti entro il 2020. Una risoluzione che potrebbe portare a un blocco effettivo da parte della Commissione europea.  

L'Ue è uno dei principali acquirenti di olio di palma per questi Paesi: è destinataria del 17 per cento delle esportazioni indonesiane e del 13 per cento di quelle malesiane, stando ai dati del Singapore Institute of International Affairs. Stando a un rapporto pubblicato dal think tank lo scorso maggio, limitando le importazioni di olio di palma l'Ue potrebbe mettere a rischio gli obiettivi di crescita sostenibile di quell'industria, e costringerla a cercare nuovi acquirenti nei mercati cinese e indiano.

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Commenti (1)

  • I fenomeni ambientalisti, a cui dobbiamo questa СΑGΑTΑ dei bio-diesel, omettono sempre di citare nei loro sproloqui che per sostituire l’olio di palma con quello di girasole o colza servirebbe molto più terreno per avere la stessa quantità di olio: ben 5 volte in più! Discorso analogo vale per i pesticidi: l’olio di palma impiega circa 2 kg di pesticidi a tonnellata, molto meno del girasole (ne usa 6Kg/T), della colza (11Kg/T) o della soia (29Kg/T). Infine, visto le idiozie sparate dall'OMS ed affini organizzazioni/agenzie, ovvero la presunta cancerogenicità dell'olio di palma (solo in particolari condizioni, ma il messaggio che è passato è che ti viene il cancro anche solo a guardarlo), quest'ultimo oggigiorno trova limitato impiego nelle produzioni alimentari. Quindi è largamente preferibile impiegarlo per i biocarburanti, anzichè sottrarre olio di girasole e colza da usi alimentari per farci invece del carburante.

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