Il M5s aderisce alla campagna europea contro il biodiesel all'olio di palma

Entro l'1 febbario, la Commissione Ue dovrà decidere se escluderlo o meno dalla lista dei biocarburanti ammessi in commercio. Oggi, il 95% del diesel in Italia lo contiene

Il Movimento 5 stelle aderisce alla campagna europea #NoPalmInMyTank per eliminare l'olio di palma dalla lista dei biocarburanti ammessi nell'Ue. "Entro il 1º febbraio - scrivono sul Blog delle stelle gli eurodeputati Eleonora Evi, Dario Tamburrano e Marco Zullo - la Commissione dovrà identificare i biocarburanti dannosi e ad alto rischio di deforestazione. È un nodo cruciale, che consentirà di capire se e come avverrà l'eliminazione graduale dell'olio di palma. Ecco perché bisogna mettere il fiato sul collo alla Commissione europea: è fondamentale che in questa fase essa svolga un lavoro serio, senza cedere alle pressioni delle lobby che girano intorno al business dell'olio di palma".

Il biodiesel all'olio di palma, questo sconosciuto

"L'olio di palma - proseguono - non finisce solo sulle nostre tavole. Il 51% di questo prodotto importato in Europa viene utilizzato per la produzione di combustibili spacciati per sostenibili e verdi: biocarburanti che in realtà sono tutto fuorché bio. Che sia sulle nostre tavole o nel serbatoio delle nostre automobili, l'olio di palma non è un prodotto sostenibile" perché la sua produzione "causa gravissimi problemi ambientali, sociali ed economici che l'Europa non può nascondere sotto il tappeto".

La coltivazione della palma da olio, scrivono ancora, "spazza via milioni di metri quadrati di foresta pluviale. Oltre al chiaro danno alla biodiversità del pianeta, non possiamo ignorare che le comunità locali dove è praticata questa coltura non beneficiano in alcun modo di questa attività. È chiaro poi che il rilascio in atmosfera di milioni di tonnellate di Co2, frutto della deforestazione attuata per far spazio ai terreni di coltivazione della palma, non può andare d'accordo con il concetto di sostenibilità professato come obiettivo in Europa".

Ecco perché i deputati 5 stelle invitano a far sentire "la nostra voce alla Commissione europea usando l'hashtag #NoPalmInMyTank. Ci uniamo agli oltre 420 mila europei che dicono no al biodiesel nelle stazioni di servizio. Ne va della nostra salute e dell'ambiente che ci circonda. È un atto dovuto di responsabilità nei confronti delle prossime generazioni", concludono.

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Commenti (2)

  • Certo che questi "ambientalisti" sono proprio dei dissociati mentali: hanno menato per lustri le società petrolifere per rendere meno inquinanti i loro carburanti, promuovendo ricerca e vendita del bio-diesel. Ora, dopo un decennio dalla loro introduzione, si lamentano che per produrlo però si inquina, si deforesta e si usano terreni coltivabili per produrre materia prima da "bruciare" nei motori (sic!). E nella delirante campagna contro l'olio di palma, promosso "male assoluto" da pseudo-scienziati e nazimalisti (manovrati dai padroni del mondo d'oltre oceano, impegnati nella loro infinita guerra commerciale e politica contro destra e manca), eccoli arrivare all'ennesima campagna sovversiva patrocinata dal carrozzone UE'-UE'. La domanda che giro a questi pagliacci che ridono è la seguente: cos'è che cambia, nel loro geniale ragionamento, se al posto dell'olio di palma si usa la colza, la soia o i semi di girasole per produrlo?? E' la stessa cosa se non peggio, visto che per produrre questi ultimi si usano più risorse idriche, più terreno e più pesticidi. Ma gli ebeti del "sole che ride" cosa vuoi che ne capiscano; come dice un vecchio proverbio "il riso abbonda sulla faccia degli stolti". Eggià, eggià, eggià.

    • per produrre questi ultimi si usano più risorse idriche, più terreno e più pesticidi

      Anticipo qualche fenomeno, dando qualche dato a supporto di quanto sostengo: per sostituire “tout court” l’olio di palma con quello di girasole o colza servirebbe più terreno per avere la stessa quantità di olio: ben 5 volte in più! Discorso analogo vale per i pesticidi: l’olio di palma impiega circa 2 kg di pesticidi a tonnellata, molto meno del girasole (ne usa 6Kg/T), della colza (11Kg/T) o della soia (29Kg/T).

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