Il 40% dei pesticidi usati in Europa potrebbero essere cancerogeni

Uno studio indipendente denuncia che le analisi dell'Efsa sollevano incertezze e potrebbero essere arrivate a conclusioni sbagliate aprendo alla comercializzazione di prodotti che dovrebbero essere invece vietati

Il 40% dei pesticidi potrebbe essere cancerogeno, e quindi pericoloso per agricoltori e consumatori, in quanto i test di sicurezza sui suoi principi attivi non sarebbero compiuti in linea con le regole europee esistenti.

Il rapporto

La denuncia arriva dal rapporto "Cronicamente sottovalutato - Una revisione della valutazione dei pericoli cancerogeni dell'Ue di 10 pesticidi", pubblicato dalla tedesca Pesticide Action Network (Pan) e dalla Health and Environment Alliance (HEAL), che ha rivelato che nel 30 percento delle analisi presenti nel Renewal Assessments Reports (Rar) dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare in materia, mancavano dettagli significativi dai fascicoli, sollevando incertezze su come le autorità europee abbiano raggiunto determinate conclusioni. La revisione, eseguita dal tossicologo Peter Clausing, si è focalizzata sul modo in cui le sezioni che descrivono gli studi di cancerogenicità nei ratti e nei topi nei rispettavano le linee guida e i documenti di orientamento dell'Ue e dell'Ocse.

Difetti nelle valutazioni

“Dopo aver scoperto un numero considerevole di difetti nella valutazione della cancerogenicità del glifosato, è stato logico il passo successivo fosse studiare se si fossero verificati problemi simili con altri pesticidi. L'analisi di questi dieci Rar ha chiarito che almeno tre dei pesticidi avrebbero dovuto essere classificati come 'presunti' agenti cancerogeni umani, piuttosto che 'sospetti' agenti cancerogeni umani”, ha spiegato Susan Haffmans, Senior Advisor sui pesticidi al presso PAN Germany. E la distinzione non è da poco visto che i pesticidi classificati come “sospetti” agenti cancerogeni umani possono essere commercializzati, mentre quelli classificati come “presunti” devono essere ritirati dal commercio.

La richiesta di intervento

“L'attuale aumento delle malattie non trasmissibili, incluso il cancro, significa che l'Europa non può permettersi classificazioni difettose dei pesticidi”, ha commentato Genon K. Jensen, direttore esecutivo della Heal, secondo cui “impegnarsi in una rigorosa attuazione delle leggi europee dovrebbe essere un blocco fondamentale per raggiungere l'obiettivo di zero inquinamento dell'Europa per prevenire le malattie e proteggere le persone, a partire dagli agricoltori, da sostanze tossiche per la loro salute”. Per questo le due associazioni chiedono alla presidente eletta della Commissione, Ursula von der Leyen, di assicurare una applicazione più rigorosa della legislazione esistente sui pesticidi e dei documenti di orientamento.

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