“Abbattere 200mila cinghiali per fermare la peste suina”. Ma scoppia la rabbia degli animalisti

Succede in Polonia. Misura giudicata “controproducente e malvagia”, oltre che dannosa per l’ecosistema. 168mila esemplari sono già stati abbattuti nel 2018

Diminuire drasticamente la popolazione di cinghiali selvatici per fermare l’avanzata della peste suina africana in Polonia, che ha messo seriamente a repentaglio la produzione suinicola locale. È questo il piano che il Governo di Varsavia intende mettere in atto a partire dal fine settimana, ponendosi l’obiettivo di abbattere circa 200mila cinghiali. Non si sono fatte attendere le reazioni delle associazioni ambientaliste e animaliste che hanno bollato il piano come “inutile, controproducente e malvagio”.

Per fronteggiare la diffusione della peste suina, le autorità veterinarie del Paese avevano già dato il via libera all’abbattimento di oltre 168mila esemplari selvatici a partire da aprile dello scorso anno. L’Esecutivo ha però deciso di accelerare il contenimento della specie, autorizzando i cacciatori con licenza di andare alla ricerca di cinghiali a partire dal secondo fine settimana del nuovo anno.  

Il biologo e ambientalista Mikołaj Golachowski denuncia gli abbattimenti hanno l’unico effetto disperdere gli animali piuttosto che sradicarli interamente dalle campagne, rischiando di diffondere la malattia in zone non contaminate.

Gruppi ambientalisti, desiderosi di mostrare al governo che ci sono altri elettori che si oppongono fermamente ai piani, hanno organizzato una serie di dimostrazioni di piazza e proteste online contro l’abbattimento.

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Una petizione online che chiede di abbandonare il piano ha ricevuto più di 300mila firme.

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