"Prosecco patrimonio Unesco? Premiato l’uso massiccio di pesticidi”, l'attacco di Greenpeace

Gli ambientalisti contro il riconoscimento delle colline di Conegliano e Valdobbiadene: “Si sta celebrando un territorio dove la chimica regna sovrana”

Le colline di Valdobbiadene

È presto diventato terreno di scontro la premiazione del Prosecco come Patrimonio dell’Umanità. Il riconoscimento da parte dell’Unesco - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura - alle colline di Conegliano e Valdobbiadene come sito italiano da proteggere e tutelare per l'unicità del suo paesaggio culturale è infatti finito sotto accusa da parte degli ambientalisti, preoccupati per i metodi di coltivazione intensiva. Il premio dell’Unesco conferito al consorzio di tutela del Prosecco Docg sarebbe, a detta di Greenpeace, “esagerato” in quanto “dove ci sono coltivazioni intensive, c'è un uso massiccio dei pesticidi”, ha detto Federica Ferrario, responsabile campagna e agricoltura di Greenpeace Italia. 

“Si sta celebrando un territorio dove la chimica regna sovrana - ha aggiunto la Ferrario, rimarcando l’impegno degli ambientalisti “affinché si possa porre fine allo sfruttamento del territorio e all'uso così massiccio dei pesticidi”. La protesta di Greenpeace non riguarda solo l’ambiente, ma anche coloro che subirebbero l’uso di fertilizzanti e prodotti anti-insetti. “Stiamo parlando di persone che si sono spostate dalla città alla campagna - prosegue Ferrario - per far crescere in maniera sana i loro figli e adesso si ritrovano anche nell'impossibilità di aprire le finestre se abitano, per loro sfortuna, a pochi metri da un vigneto”.

L’organizzazione ecologista fondata negli Stati Uniti si associa quindi alle perplessità già espresse da una quarantina di associazioni riunite nel Pesticides Action Network (Pan Italia).  

Wwf, Legambiente, Marcia Stop pesticidi, Colli Puri e tante altre si erano infatti schierate contro la candidatura delle colline venete. Per il Comitato Marcia Stop Pesticidi, che mesi fa ha dato vita a una mobilitazione “per un cibo e un'agricoltura senza veleni”, quella del Prosecco è “una vittoria dei ‘Signori dei vigneti’, di quell'ampio fronte politico ed economico che ha voluto a tutti i costi questo riconoscimento”.

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Opinione diametralmente opposta è quella di Innocente Nardi, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene. Il riconoscimento dell’Unesco, sottolinea Nardi,”è un'importante tappa di un percorso che mira alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico ed agricolo presente in questo piccolo territorio, noto per il suo prodotto principe, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”. 

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