Per far fronte alla siccità nel nord Europa l'Ue autorizza il pascolo su terre a riposo

Sospesi in otto Paesi gli obblighi per gli agricoltori di diversificare i raccolti e di mantenere aree a interesse ecologico. In Svezia i campi hanno ricevuto solo il 12% delle normali precipitazioni

ANSA/ SERENA CAMPANINI

Nel Nord Europa si potrà sospendere temporaneamente l'obbligo per gli agricoltori di diversificare i raccolti e anche quello di mantenere aree a interesse ecologico, come pascoli e prati. La Commissione europea ha accolto la richiesta di 8 Paesi (Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Finlandia, Portogallo e Svezia), che avevano richiesto misure di emergenza per far fronte alla scarsità delle precipitazioni e a temperature record che hanno sconvolto i cicli vegetativi mettendo a rischio, tra l'altro, le forniture di alcune tipologie di mangimi per gli animali. E così Bruxelles ha pensato di autorizzare il pascolo e il taglio dell'erba nelle aree 'a riposo' in modo da compensare il deficit di mangimi. La dispensa dall'obbligo di applicare le misure 'verdi' sarà concessa solo agli agricoltori nelle aree ufficialmente colpite da siccità e in cui si pratica l'allevamento.

La situazione diventa ogni giorno più pesante. In Lettonia è stata dichiarata l'emergenza, mentre in Svezia i campi hanno ricevuto solo il 12% delle loro normali precipitazioni. La Germania, secondo produttore di cereali nell'Unione europea dopo la Francia, si aspetta un calo del 20 percento del suo raccolto. Per gli allevatori di bestiame nel Regno Unito il problema è inverso rispetto agli otto Paesi: la mancanza di pioggia significa che gli animali non possono essere messi al pascolo come al solito e quindi devono consumate parte delle razioni di mangimi invernali, aumentando così i costi. In Danimarca gli animali sono stati inviati al macello prima del previsto e con un peso inferiore al normale.

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