Non solo Xylella, ecco i 20 "killer delle piante" più pericolosi d'Europa

Dal coleottero giapponese al tarlo asiatico, Bruxelles stila una lista di insetti e battteri che potrebbero comportare danni enormi alla biodiversità e all'agricoltura in tutta l'Ue, ma anche perdite miliardarie per altri settori economici

Il tarlo asiatico / Wikipedia

La Xylella fastidiosa che, dopo la Puglia, sta colpendo anche altre aree d'Europa, è servita a suonare la sveglia. Perché non c'è solo il batterio degli ulivi a preoccupare Bruxelles: in tutta l'Ue ci sono diversi organismi nocivi che, senza adeguate contromisure, potrebbero mettere in ginocchio interni comparti agroalimentari e i loro indotti. Mettendo a rischio anche la biodiversità. Per queste ragioni, la Commissione europea ha deciso di stilare un elenco di 20 insetti e batteri da quarantena a cui dare priorità sia sotto il profilo della prevenzione, sia per quanto riguarda le risposte pratiche da adottare.

L'elenco 

Nella lista, oltre alla già citata Xylella fastidiosa, considerato l'organismo più pericoloso a oggi nell'Ue, ci sono anche il coleottero giapponese, il tarlo asiatico del fusto, la malattia di inverdimento degli agrumi e la macchia nera degli agrumi. Per farvi fronte, gli Stati membri dovranno avviare campagne di informazione presso il pubblico, effettuare indagini annuali e predisporre piani di emergenza, esercizi di simulazione e piani d'azione per l'eradicazione di tali organismi nocivi, come fatto per l'appunto dall'Italia nel caso della Xylella. 

Tali organismi nocivi sono stati selezionati sulla base della valutazione effettuata dal Centro comune di ricerca della Commissione e dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare, che tiene conto della probabilità di diffusione e di insediamento e delle conseguenze di tali organismi nocivi per l'Unione. Sono stati presi in considerazione anche i pareri di un apposito gruppo di esperti e il riscontro pubblico fornito tramite il portale "Legiferare meglio".

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I rischi per l'agricoltura

La nuova metodologia mostra, per esempio, che il batterio Xylella fastidiosa, l'organismo nocivo che ha il maggiore impatto sulle colture agricole, frutti compresi, potrebbe causare perdite di produzione annuali pari a 5,5 miliardi di euro, andando a colpire il 70% del valore della produzione Ue degli olivi più vecchi (che hanno più di 30 anni) e il 35% del valore di produzione delle piante più giovani nel caso in cui il batterio si diffondesse in tutta l'Ue.

Oltre agli effetti diretti sulla produzione, gli organismi nocivi hanno effetti indiretti significativi su numerosi settori economici a monte o a valle. Per esempio, se il tarlo asiatico del fusto (Anoplophora glabripennis) dovesse diffondersi in tutta l'Ue, si registrerebbe una perdita diretta di oltre il 5% delle scorte complessive di legname in piedi di diverse specie arboree forestali dell'Ue, quali ontano, frassino, faggio, betulla, olmo, acero o platano. Il valore di questi alberi è pari a 24 miliardi di euro e l'impatto economico sul settore forestale a monte potrebbe raggiungere i 50 miliardi.

Anche gli impatti sul patrimonio culturale e alimentare possono essere elevati. Il coleottero giapponese potrebbe causare perdite su oltre 80 prodotti protetti da marchi di qualità Ue. Mentre il tarlo asiatico si è classificato al primo posto in termini di numero potenziale di specie di piante attualmente coltivate nelle strade e nei parchi dell'Ue che potrebbero essere colpite.

"Questo elenco aiuterà l'Ue e gli Stati membri a migliorare la preparazione e l'adozione di azioni tempestive contro organismi nocivi per le piante molto pericolosi e contribuirà al Green Deal europeo proteggendo la nostra biodiversità, gli ecosistemi naturali e l'agricoltura dell'Ue", dice Vytenis Andriukaitis, commissario per la Salute e la sicurezza alimentare.

L'Italia è tra i Paesi più colpiti da questi organismi. Di recente, alla ribalta è salito il caso della cimice asiatica, che pero' non sembra essere stato inserito tra i 20 "killer delle piante" più pericolosi d'Europa. 

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