Albania, carne d'orso al ristorante e scimmie nelle case: commercio di animali selvatici fuori controllo

Dagli esemplari rari comprati online come status symbol alle aquile, simbolo nazionale del Paese balcanico, imbalsamate ed esposte come trofei. Ecco perché Tirana ha dovuto inasprire le leggi a tutela della fauna locale

Foto ANSA/ GREENPEACE

Ordinare una bistecca di orso al ritorante, o una scimmia online da farsi recapitare a casa e usarla come animale da compagnia. In alcune parti dell'Albania questa sembra essere una cosa normale. Lo hanno denunciato alcuni attivisti per i diritti degli animali che hanno scoperto un ristorante che offre ai clienti carne di orsi cacciati illegalmente che arrivano nelle cucine grazie a un commercio illecito di animali selvatici che sarebbe “fuori controllo” nel Paese balcanico candidato a far parte dell’Unione europea. Gli studiosi del fenomeno del traffico illecito di specie selvatiche affermano che si tratta della prima volta che la carne di orsi venga servita in un locale pubblico in Europa, stando ai registri ufficiali. Ma gli esperti hanno anche avvertito che il caso limite sarebbe solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ben radicato, come dimostrato dai vari punti di macellazione abusiva degli animali, nei quali si potrebbero sviluppare anche focolai di malattie zoonotiche come il coronavirus.

I rischi per la biodiversità

Orsi, scimmie e uccelli rapaci sono tra gli animali vivi che vengono venduti sui più popolari portali online albanesi, secondo le indagini in corso. Un fenomeno che, oltre alla salute pubblica, mette a repentaglio la sopravvivenza stessa di alcune specie nel Paese. Gli attivisti dell’associazione per la protezione degli animali Four Paws (Quattro zampe, ndr) hanno scoperto che due dei principali portali online dell'Albania includevano dozzine di annunci di vendita di orsi bruni e altre specie legalmente protette. Le foto pubblicate dai venditori mostrano specie selvatiche quali lupi, volpi, ma anche uccelli barbagianni, con zampe e artigli legati e la bocca spalancata a forza. Secondo il giornale britannico The Independent, si tratta si un’attività criminale molto redditizia, tanto che viene documentata l’offerta un cucciolo di scimmia cappuccino per 750 euro.

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Il difficile contrasto del fenomeno

Gli acquirenti sono principalmente proprietari di ristoranti e hotel che mantengono gli animali in cattività per attirare i turisti o appassionati di specie selvatiche che spesso li acquistano per tenerli in casa come status symbol. Le aquile, ad esempio, animale simbolo nazionale dell'Albania, sono particolarmente apprezzate dai commercianti locali e spesso vengono imbalsamate ed esposte come trofei in luoghi pubblici. Cacciare specie protette, tenerle prigioniere e venderle è un’attività vietata in Albania, che si è vista costretta a introdurre nuove norme a seguito di un enorme declino della fauna selvatica autoctona nel Paese. I trasgressori - in teoria - possono anche finire in galera in forza di un recente inasprimento delle regole. Quel che manca, spiegano gli attivisti, è una rapida applicazione delle norme, finora rivelatesi insufficienti per combattere il fenomeno. 

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