Rischio Covid, la Cina rimuove le squame di pangolino dalla lista delle medicine tradizionali

Una decisione presa anche per salvare l'animale dall'estinzione. Le sue carni sono considerate una vera prelibatezza, ma alcuni scienziati lo ritengono il vettore del coronavirus dal pipistrello all'uomo

La Cina dice addio alle squame di pangolino per uso medico, da secoli presenti tra gli ingredienti di quasi 500 ricette di medicine tradizionali cinesi. Secondo i media locali, si tratta di una decisione fondamentale per proteggere dall’estinzione l’unico mammifero squamoso, la cui carne è considerata una prelibatezza. Sulla decisione dello stop al pangolino per usi medici, che arriva in seguito a un giro di vite al commercio illegale per usi alimentari, potrebbe aver giocato un ruolo le tesi di alcuni scienziati che ritengono l’animale simile a un formichiere sia capace di incubare il Covid-19 e dunque fare da vettore della patologia virale tra il pipistrello e l’uomo.

Gli usi medici

Le squame di pangolino vengono usate in campo medico per gli usi più disparati, dalla lotta contro l’anoressia alla cura di piaghe e infezioni della pelle fino al trattamento dell’infertilità delle donne e come aiuto per l’allattamento. Di dimensioni simili ai gatti domestici, il mammifero con le squame conta otto specie, tutte protette dalle leggi internazionali per la tutela della biodiversità.

Tornano i 'wet' market

In seguito allo scoppio del coronavirus alla fine dello scorso anno, la Cina ha vietato il consumo di tutti gli animali selvatici nel tentativo di prevenire ulteriori focolai. Ma da quando la situazione epidemiologica è migliorata, molti mercati ‘umidi’, dove vengono commerciati animali vivi, sono stati riaperti.

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Una specie a rischio

Oltre alle preoccupazioni per la salute pubblica, le autorità di Pechino avrebbero agito per tutelare il pangolino, ormai considerato un animale a rischio d’estinzione. Secondo Peter Knights, amministratore delegato dell’organizzazione ambientalista WildAid, la mossa è stata “la più grande azione singola che avrebbe mai  essere intrapresa per salvare i pangolini dall’estinzione”. “L'aumento della protezione - prosegue l’animalista - abbinato alla rapida e completa chiusura dei mercati di animali selvatici vivi e alla rimozione di molte specie selvatiche dall'elenco delle pietanze che possono essere consumate in Cina sono già stati passi molto positivi per salvare il pangolino in tutto il mondo e ridurre la possibilità possa essere un vettore per la malattia”, ha concluso.

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