Il prosecco del bancomat a Londra? Era falso. E l'Italia lo fa rimuovere

Aveva fatto il giro del mondo l'inziativa di un winebar britannico, ma il vino non era quello certificato dal consorzio italiano. Grazie alle norme Ue sulla protezione di Igp e Dop, la frode è stata sventata. Ma con la Brexit...

Aveva fatto il giro del mondo l'iniziativa della catena di winebar Vagabond di riutilizzare un vecchio bancomat e trasformarlo in un distributore di prosecco. Un'idea che era stata accolta dai media italiani, noi compresi, come una conferma dell'amore dei britannici per il vino frizzante italiano. Peccato pero' che il prosecco venduto fosse falso.

Già, perché nei giorni successivi alla notizia, il Consorzio di tutela del Prosecco aveva denunciato "la frode" e aveva fatto sapere di essersi attivato per le vie legali, al fine di contestare l'illegittimo riferimento alla denominazione prosecco apparso sul distributore londinese. Anche il governo italiano si era impegnato in tal senso. E alla fine, il winebar ha rimosso il distributore.

"Le nostre imprese e i nostri consorzi che lavorano duramente e nelle regole si dimostrano ancora una volta i nostri alleati più preziosi per la lotta alle frodi alimentari - ha commentato la ministra Teresa Bellanova - Abbiamo un sistema di controlli tra i migliori al mondo e questo lo dobbiamo innanzitutto proprio all'incessante lavoro di collaborazione tra Icqrf, la nostra Autorità per la lotta alle frodi e la tutela della qualità, e i produttori". Bellanova dunque esprime soddisfazione per "il prezioso e centrale ruolo di vigilanza del Consorzio del Prosecco che ha immediatamente denunciato l'accaduto e messo fine a questa frode ai danni dei consumatori inglesi".

Se la denuncia ha sortito effetti, il merito è anche delle regole Ue sulla tutela dei prodotti Igp e Dop. Regole che nel Regno Unito saranno in vigore fino alla fine del 2020, vista l'uscita dall'Unione. Il governo britannico ha già fatto sapere di non essere molto intenzionato a mantenere in vita questi accordi di protezione. Un rischio per il made in Italy agroalimentare che le organizzazioni denunciano da tempo. In altre parole, il falso prosecco potrebbe tornare a scorrere nei bar di Londra senza intoppi. Anche al bancomat.

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