La sugar tax? In Norvegia funziona

Preoccupate dal crescente consumo di alimenti e bevande zuccherate, le autorità di Oslo hanno aumentato le tasse sui dolci. Dopo qualche anno, il Governo annuncia che la contromisura fiscale funziona: “Livelli più bassi da quarant’anni"

Torna ai livelli più bassi degli ultimi 44 anni il consumo di cibi e bevande zuccherate in Norvegia. I picchi di acquisto di bibite analcoliche dolci raggiunti negli anni ’90 hanno allarmato le autorità che, con l'aumento delle tasse, sono riuscite ad abbattere l’assunzione di zucchero di un chilo all’anno per ogni cittadino dal 2000 in poi. L’imposta sullo zucchero aggiunto è stata introdotta in Norvegia nel lontano 1922 come strumento del Governo di Oslo per aumentare le entrate dello Stato. In seguito, la leva fiscale ha assunto ben altro scopo: quello di migliorare lo stile di vita dei cittadini e limitare la spesa sanitaria del Paese scandinavo. 

Obiettivi raggiunti

“Non siamo ancora scesi all'assunzione raccomandata, ma abbiamo già raggiunto il nostro obiettivo di riduzione dello zucchero fissato per il 2021”, ha dichiarato all'emittente nazionale NRK Linda Granlund, direttrice della sanità pubblica norvegese.

Il calo dei consumi

Un rapporto sulla dieta dei norvegesi di recente ha affermato che il consumo medio annuale di zucchero è precipitato da 43 kg a 24 kg a persona tra il 2000 e il 2018, con una riduzione del 27% nell'ultimo decennio, portandolo a un livello inferiore di quello registrato nel 1975.

La stangata fiscale

L’abbattimento dei consumi è probabilmente dovuto, oltre alla maggiore attenzione dei cittadini per il proprio stile di vita, alla forza disincentivante delle tasse su dolciumi e bevande zuccherate, aumentate vertiginosamente negli ultimi anni. A gennaio 2018, il prelievo fiscale sul cioccolato e dolci è aumentato dell’83%, portandolo a 36,92 corone al chilo (13,55 euro), e del 42% sullo zucchero e sulle bevande dolcificate artificialmente, arrivando a quota 4,75 corone norvegesi al litro, (una maggiorazione pari a 47 centesimi di euro).

Meno bibite con zuccheri aggiunti

Dopo la stangata, anche le vendite di bevande analcoliche zuccherate - che avevano raggiunto il picco alla fine degli anni ’90 di 93 litri a persona - hanno iniziato a calare bruscamente, scendendo a circa 47 litri a persona lo scorso anno.

Vietato ai minori 

Il Paese scandinavo inoltre è considerato leader nella regolamentazione della pubblicità. Produttori e fornitori di alimenti nel 2013 hanno firmato un accordo per vietare volontariamente la commercializzazione di alimenti e bevande non salutari a bambini di età inferiore ai 13 anni.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Un 'carico di virus' dalla Cina bloccato in Italia: "Sventati gravi rischi per le piante"

  • "Trasformiamo il vino in 'amuchina'", l'idea italiana contro il Covid

  • "Coronavirus, basta file inutili e pericolose davanti ai supermercati”

  • Paghi la birra ora, la bevi quando riapre il locale: nasce il "pub solidale" contro il coronavirus

  • Coronavirus, Ue crea le 'corsie verdi' e agricoltori italiani esultano: "Salvi 4 miliardi"

  • Il coronavirus "libera" 1 milione di posti di lavoro nell'agricoltura europea

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento