Nutri-score, proposta per renderlo obbligatorio nell’Ue. Il ‘padre’ del semaforo: “Noi contro l’Italia? Falso”

L’ecologista francese Rivasi vuole introdurlo su tutti i prodotti nell’ambito del Green Deal. E invita al Parlamento europeo il professore che ha ideato il sistema

“Cercheremo di inserire il nutri-score in tutta Europa e spingeremo perché le associazioni dei consumatori si impegnino su questo”. Così l’eurodeputata francese del gruppo dei Verdi, Michèle Rivasi, durante la conferenza stampa di questa mattina dal titolo “No alla strumentalizzazione politica del nutri-score”, che si è tenuta a Strasburgo. Obiettivo dell’incontro, promuovere la controversa etichetta a semaforo oggetto, secondo gli organizzatori, di una “campagna di disinformazione” e di “fake news” circolate “specialmente in Italia”. A perorare la causa del nutri-score è giunto a Strasburgo anche il professor Serge Hercberg, che viene considerato il ‘padre’ dell’etichetta a semaforo finita sotto i riflettori per i punteggi bassi assegnati all’olio d’oliva. 

Come funziona il nutri-score

L’etichetta, spiega il professore, “attribuisce dei punti su una base puramente scientifica”, relativa al contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale, e che - assicura Hercberg - "non fa differenze di trattamento sulla base della nazionalità del prodotto in esame". Il risultato è una confezione molto facile da comprendere: semaforo rosso per i prodotti che fanno male alla salute, giallo e arancione per quelli da limitare, verde per quelli raccomandati. Un sistema semplice, che si è però scontrato coi capisaldi del mercato alimentare made in Italy, come l’olio d’oliva, numerosi latticini, per non parlare di salumi e creme di nocciola

Coca cola vs. Olio d'oliva

“È assolutamente sbagliato dire che siamo contrari alla dieta mediterranea”, dice il professor Hercberg, che poi affronta la questione del punteggio assegnato all’olio d’oliva (semaforo arancione). “Assieme a quello di colza, ha il punteggio migliore tra i grassi vegetali, va quindi preferito” spiega Hercberg, che poi ironizza sulla comparazione con la Coca Cola Light, alla quale viene assegnato il semaforo verde: “Paragone assurdo, l’olio si paragona agli altri oli, con la Coca Cola non ci puoi condire l’insalata”.

Obbligatorio su tutte le confezioni alimentari 

L’europarlamentare ecologista Rivasi - assieme a Róża Thun dei Popolari, Biljana Borzan dei Socialisti e democratici e Véronique Trillet-Lenoir di Renew Europe (anche loro favorevoli al semaforo obbligatorio sulle etichette alimentari nell'Ue) sostiene che il nutri-score sia in linea con gli obiettivi del Green Deal. Da qui la proposta di introdurlo in maniera obbligatoria su tutte le confezioni alimentari dell’Ue “nell’ambito della nuova politica agroalimentare Farm to Fork (dalla fattoria alla forchetta, ndr)”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, niente caffè e meno pasta per gli italiani se si bloccano le importazioni

  • Coronavirus, ora il grano vale più del petrolio

  • Braccianti stranieri, Lega contro il Pd. Ma l’ultimo decreto flussi l’ha firmato Salvini

  • "Porte aperte a 80mila migranti", la Germania sblocca l'impasse Ue sugli stagionali

  • L'emergenza coronavirus colpisce duro gli italiani: 2,7 milioni a rischio fame

  • Covid-19 'colpisce' anche uova e colombe pasquali, crollo dei ricavi delle aziende dolciarie

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento