Olanda regina degli aiuti all'agricoltura: ben 650 milioni contro la crisi da Covid-19

Le sole aziende dei Paesi Bassi hanno ricevuto circa il 50% delle risorse erogate in tutta Europa. Uno squilibrio che rischia di creare enormi differenze nel mercato unico

Il settore agricolo di un solo Paese europeo ha beneficiato finora di circa il 50% degli aiuti di Stato erogati all'intero comparto agroalimentare Ue dall’inizio della crisi del coronavirus. Si tratta dell’Olanda, che ha già speso la cifra record di 650 milioni di euro per sostenere le imprese agricole, soprattutto i comparti del florovivaismo e dell’ortofrutta. Cifre che hanno messo in allarme la Commissione europea, già alle prese con i pesanti squilibri interni al mercato unico dovuti al maxi-piano di aiuti di Stato all’economia messo in campo dal Governo tedesco, che ha sostenuto la sua industria e i suoi servizi con più risorse di tutti gli altri Paesi Ue messi assieme. 

Via libera di Bruxelles agli aiuti

La determinazione olandese nel difendere comparti strategici della propria economia - come quello dei fiori, che registra un fatturato di 7 miliardi di euro l'anno, oltre 6 miliardi dei quali arrivano dalle esportazioni - trova però fondamento legale nelle deroghe straordinarie alle regole sulla concorrenza europee concesse in fretta e furia da Bruxelles per evitare un profonda crisi del settore produttivo continentale. 

Un tetto di oltre 100mila euro ad azienda 

Le norme Ue in materia di aiuti di Stato per l'agricoltura sono state temporaneamente ammorbidite per venire incontro alle esigenze straordinarie dovute alla pandemia. Il nuovo quadro antitrust ha aumentato gli aiuti di Stato agli agricoltori fino a 100mila euro, un importo che può essere integrato dal cosiddetto aiuto de minimis, un tipo di sostegno nazionale specifico per il settore agricolo che può essere concesso senza il via libera della Commissione.

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Le preoccupazioni per il mercato unico

Nel corso degli ultimi tavoli Ue, diverse autorità statali hanno espresso preoccupazione per gli squilibri dovuti alla differente capacità di spesa tra Paesi. “Dovremo monitorare la situazione - ha commentato il commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski - perché esiste il rischio concreto che (tale situazione) non sarà adatta alla concorrenza leale e al mercato comune”. 

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