"Basta a salse con derivati dal petrolio al posto del tartufo"

L'appello dei tartufai italiani, che puntanto il dito contro il bismetiltiometano messo in abbondanza nei preparati cosiddetti tartufati in vendita nei negozi e nei supermercati

Si chiama bismetiltiometano ed è un derivato del petrolio. Detto cosi', non fa certo venire voglia di mangiarlo. Eppure, è un prodotto presente "in abbondanza nei preparati cosiddetti tartufati in vendita nei negozi e nei supermercati". Una pratica del tutto legale ma colpevole di falsare i gusti dei consumatori. E' quanto denunciano i tartufai italiani.

Come spiegano le ricercatrici dell'Università di Siena Elena Salerni e Lia Millucci, il bouquet del tartufo bianco è composto da centinaia di aromi naturali diversi mentre il bismetiltiometano, molecola derivata dal petrolio, ne riproduce soltanto uno. ''Usando solo quello in modo massivo - dice Millucci - diamo un'informazione errata ai nostri recettori olfattivi, così tanto bismetiltiometano li satura e impedisce poi al consumatore di apprezzare in pieno la complessità aromatica del tartufo bianco''.

''Chiediamo almeno trasparenza - le fa eco il presidente dell'Associazione Tartufai Senesi, Paolo Valdambrini - Se in quel vasetto invece del tartufo c'è un derivato del petrolio, chiamatela salsa al petrolio, poi vediamo cosa sceglie il consumatore''.

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