"Stop al pollo ucraino a basso costo", l'Eurocamera contro il trucco del 'petto con ala'

L'Aula di Strasburgo ha votato un testo in cui si modifica l'accordo commerciale tra Kiev e Bruxelles. I produttori di pollame dell'ex Paese sovietico avevano escogitato un modo per aggirare il limite all'export verso l'

A destare i primi sospetti era stata l'improvvisa invasione di pollo dall'Ucraina, nonostante l'accordo commerciale con Kiev avesse posto dei chiari paletti per proteggere i produttori Ue. Si scopri' cosi' che un allevatore ucraino aveva individuato una falla nel trattato di libero scambio: bastava aggiungere un'ala al petto per far passare il prodotto alla dogana come taglio generico e dunque esente, secondo gli accordi, da dazi. L'innovativo taglio, chiamato 'Breast with cap in' veniva poi trasformato da aziende 'amiche' all'interno dell'Unione evitando di destare sospetti. Tutto fatto in modo legale. Ma il trucco è stato scoperto e adesso il Parlamento europeo ha approvato la modifica dell'intesa commerciale con Kiev proprio per mettere un freno al pollame ucraino. 

"Il nuovo regime avicolo - si legge in una nota di Strasburgo - gestirà i petti di pollo disossati e ossuti su un'unica linea tariffaria e quando gli esportatori ucraini avranno esaurito la quota esente da dazi, dovranno pagare le normali tariffe". Il regime modificato entrerà in vigore dopo l'approvazione del Consiglio e quando l'Ucraina avrà ratificato l'accordo.

Le importazioni di petto di pollo dall'Ucraina sono aumentate di quasi quindici volte dal 2016 al 2018, raggiungendo le 55mila tonnellate. A preoccupare i produttori locali è soprattutto il basso costo di questi prodotti. 

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