Uova sudamericane, l’Ue apre i mercati solo a chi assicura il benessere delle galline

L’accordo commerciale Mercosur impone a chi vuole esportare in Europa senza dazi aggiuntivi di adeguarsi al rispetto delle norme comunitarie su misure e caratteristiche di gabbie, mangiatoie e abbeveratoi

I produttori sudamericani di uova che vogliono vendere in Unione europea dovranno fare i conti con le stesse regole sul benessere della galline alle quali devono attenersi le imprese nell’Ue. Così è stato deciso nell’ambito dell’accordo commerciale tra Bruxelles e i Paesi del Mercosur - Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay - il cui via libera definitivo è in attesa dell’ok degli Stati membri. Quella annunciata da John Clarke, direttore degli Affari internazionali della Direzione generale Agricoltura della Commissione europea, è una svolta nei rapporti tra Europa e partner commerciali, che per la prima volta dovranno attenersi agli standard decisi da Bruxelles in materia di benessere animale. 

Rispettare gli animali per fare affari in Europa

Clarke assicura quindi che le uova sudamericane “potranno essere esportate a dazio zero solo se i produttori del Mercosur soddisferanno gli standard europei per le galline ovaiole”. Secondo la normativa alle quali dovranno adeguarsi le fattorie del Sud America, le galline allevate in gabbie attrezzate devono avere a disposizione almeno 750 cm2 di superficie, una lettiera che consenta di beccare e razzolare e un posatoio di almeno 15 cm. Altre disposizioni sono contenute nella direttiva 74 del 1999 che si applica a tutti gli allevamenti con almeno 350 galline. 

Le reazioni degli animalisti

“È un approccio che vorremmo vedere esteso agli altri prodotti di origine animale, utilizzando standard definiti per specie quando previsti”, afferma Reineke Hameleers, direttrice dell’organizzazione no profit Eurogruppo per gli animali. Ma l’impegno dell’Ue sul fronte delle condizioni dei capi d’allevamento “non cambierà la feroce opposizione” dell’Eurogruppo per gli animali rispetto all'accordo del Mercosur. "Non ci sono le condizioni per la liberalizzazione della carne di manzo e di pollo o per i prodotti a base di uova”, sottolineano gli animalisti.

I costi del benessere 

Adeguarsi alle norme comunitarie di benessere animale comporta anche dei costi, come fatto notare da un'interrogazione parlamentare presentata all’Eurocamera quando il trattato commerciale Mercosur era ancora in fase embrionale. Questo spiega anche la ragioni economiche, oltre che animaliste, che hanno spinto le istituzioni Ue a “imporre” i propri standard oltreoceano, anche se rimangono da chiarire i meccanismi di controllo. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La Coldiretti lancia l'Sos presepe: dalle stalle spariti 2 milioni di animali

  • Pesticidi, Parlamento Ue: "Pac ne incentivi la riduzione"

  • Semaforo rosso al nutri-score francese, arriva la ‘batteria’ in etichetta che piace al made in Italy

  • Bilancio Ue, dagli Stati tagli alla Pac per 75 miliardi

  • Aceto, Corte Ue: “Si può chiamare ‘balsamico’ anche quello tedesco”

  • Riutilizzo delle acque di scarico per l’irrigazione, arriva il via libera da Bruxelles

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento