Mangiare frutta a fine pasto fa male? “È falso, fa bene in qualunque momento” 

Gli esperti dell'Istituto superiore di sanità contro le bufale per perdere peso: “Insieme alla verdura, è importante consumarne 5 porzioni giornaliere”

Tra le tante raccomandazioni infondate che circolano sul web e nelle palestre di fitness si sente spesso quella della frutta che, se consumata a fine pranzo o cena, farebbe male all’organismo. Non solo, vi è anche chi la associa a maggiori difficoltà nella perdita di peso e alla sensazione di gonfiore per il resto della giornata. Gli esperti dell’Istituto superiore di sanità mettono però in guardia sulle false informazioni prive di basi scientifiche e richiamano l’attenzione sull’importanza di consumare “in qualunque momento” frutta e verdura su base giornaliera. 

5 porzioni riducono rischi infarto 

“Molti studi scientifici indicano chiaramente che consumare abitualmente almeno 5 porzioni di frutta e verdura è associato a un minore rischio per molte gravi malattie”, scrivono i ricercatori, “come infarto, ipertensione e tumore al colon”.

Per quanto riguarda invece la sensazione di gonfiore, gli esperti spiegano che tale stato di malessere sarebbe da attribuirsi ad alcune componenti della frutta, come fibre e oligosaccaridi, che possono “rallentare, seppur in misura modesta, il transito del cibo attraverso il tratto gastrointestinale, dar luogo a dei processi di fermentazione e creare un accumulo di gas nell'intestino con conseguente sensazione di gonfiore”. Ma tale situazione, precisano i medici, si verifica sui soli soggetti con una particolare sensibilità intestinale e, al contrario, su gran parte delle persone si riscontrano numerosi benefici derivanti dal consumo di frutta a fine pasto. 

Ad esempio, sottolineano gli esperti, “fa sì che gli zuccheri che contiene vengano rilasciati nel sangue più lentamente di quando si mangia la stessa frutta a digiuno”. L’innalzamento immediato dei livelli di zuccheri sarebbe da evitare in quanto induce a un rapido ritorno del senso di fame. 

Le componenti antiossidanti

La frutta a fine pasto fa bene anche per via delle componenti antiossidanti che accompagnano la digestione proteggendo il cibo dai danni ossidativi.

Infine, spiegano gli esperti, c’è il valore dell’acidità della frutta che non solo può “facilitare l'assorbimento del ferro contenuto nelle verdure e negli alimenti di origine vegetale”, ma comunica all’organismo anche un segnale di fine pasto. 

L’Istituto raccomanda quindi di avere una dieta ricca di frutta e verdura, “quando volete, purché ne mangiate”, e consiglia di consumarla a fine pasto per i soggetti che non riscontrano fastidi nella digestione, rassicurando sull’inesattezza degli effetti negativi su dieta e salute. 

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