Pesca, il Parlamento Ue dice no alle quote su sardine e acciughe nel mar Adriatico

Da Strasburgo ok a un piano triennale per i piccoli pelagici che prevede la riduzione progressiva delle catture e dei periodi di fermo “compensati” con indennizzi ai pescatori. Polemici i Verdi 

La riduzione delle catture ci sarà, ma quello che per il settore della pesca era un rischio, ossia l'introduzione di un sistema di quote per i piccoli pelagici, è stato sventato. Il Parlamento europeo ha varato oggi il nuovo piano pluriennale per la pesca di acciughe e sardine nel mar Mediterraneo. 

Il testo prevede una riduzione delle catture del 4% l'anno per un triennio e chiusure spazio-temporali, al fine di tutelare gli stock di sardine e acciughe. Nei periodi di fermo, i pescatori riceveranno gli indennizzi previsti dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il Feamp. 

Niente quote, dunque, come richiesto dalla Commissione europea. E un piano “ridotto”, ossia triennale, per consentire una nuova valutazione dello stock in tempi relativamente ridotti. Il voto è stato salutato come un successo dall'eurodeputata del M5s Rosa D'Amato e dall'esponente di Forza Italia, Elisabetta Gardini.

Critico invece l'ex 5 stelle, oggi deputato dei Verdi, Marco Affronte: “Con questo piano rischiamo un collasso dello stock delle acciughe, che potrebbe arrivare anche al 60%, e quello delle sardine (meno 40%). Non credo che per i piccoli pescatori buttare la propria vita e la propria attività sul tavolo da poker, puntando tutto sulla resistenza degli stock, sia molto saggio: bisogna incrociare le dita e pregare che acciughe e sardine non scompaiano”.

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Il testo emendato dall'Europarlamento dovrà ora essere negoziato con la Commissione e con il Consiglio Ue. 
 

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