Aceto, Corte Ue: “Si può chiamare ‘balsamico’ anche quello tedesco”

Via libera al fermentato made in Germany ottenuto dai vini del Baden. Sconfitto il Consorzio di Modena, che sperava di tutelare l’intera etichetta dell’Igp italiana

Foto Ansa

Deutscher balsamico” è un’etichetta che non viola l’Indicazione geografica protetta del celebre aceto di Modena. È quanto ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea, rispondendo ai giudici tedeschi che erano stati incaricati di risolvere la disputa tra i due marchi di qualità. L’azienda tedesca Balema, che produce e vende aceto ricavato dai vini del Baden, aveva infatti usato il termine 'balsamico' per definire il prodotto non filtrato ottenuto con l’invecchiamento in botti di legno. Alla diffida da parte del Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena, l’impresa tedesca aveva risposto con un ricorso. La sentenza dei giudici Ue dà di fatto ragione a Balema e a chi vuole usare la parola ‘balsamico’ in etichetta per definire un aceto che non viene da Modena.

Le motivazioni

“La protezione della denominazione ‘Aceto balsamico di Modena’ - scrive la Corte Ue - non si estende all’utilizzo dei termini non geografici della stessa, quali ‘aceto’ e ‘balsamico’”. I giudici fanno inoltre notare come i termini ‘aceto’ e ‘balsamico’ compaiano già anche nelle Dop registrate "aceto balsamico tradizionale di Modena", venduto con un prezzo più alto del balsamico classico, e "aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia". Tali diciture compaiono in etichetta “senza che il loro utilizzo pregiudichi la protezione conferita all'Igp di cui si parla nella sentenza”.

Balsamico made in Germany

“Il termine ‘balsamico’ è un aggettivo comunemente impiegato per designare un aceto che si caratterizza per un gusto agrodolce”, spiega la Corte, dando il via libera definitivo al balsamico made in Germany. 

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