Gli agricoltori europei temono l’accordo Usa-Cina

Pechino si impegna ad accrescere le sue importazioni dall’America a svantaggio degli altri fornitori. Confagricoltura chiede di “vigilare sulle dinamiche dei flussi commerciali delle commodities”, soprattutto con riferimento alla soia

Attenzione e preoccupazione. Il mondo dell’agricoltura europea si interroga sugli effetti nel breve e medio periodo dell’accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e la Cina, volto a porre fine alla guerra dei dazi tra i due giganti mondiali dell’export. Da parte statunitense è stato indicato che le autorità di Pechino hanno assunto l’impegno a far salire almeno fino a 40 miliardi di dollari in due anni le importazioni di prodotti agroalimentari dagli Usa. Un aumento che andrebbe “a scapito degli altri principali fornitori del mercato cinese: Unione europea, Australia, Argentina e Nuova Zelanda”, secondo il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti

Il problema delle commodities

“In pratica, le importazioni della Cina dovrebbero raddoppiare in valore rispetto ai livelli in essere fino all’avvio del contenzioso commerciale”, sottolinea il rappresentante delle imprese rurali in Italia, che poi sposta l’accento su un altro problema: quello delle cosiddette commodities

Soia americana nell'Ue

“A seguito del crollo delle esportazioni verso la Cina, gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore di soia del mercato europeo con un’incidenza di oltre il 70% sul totale delle importazioni”, si legge nel comunicato di Confagricoltura che sottolinea come la percentuale risulti “più che raddoppiata rispetto alla situazione in essere alla metà del 2018”.

Attenzione ai prezzi e dipendenza dai Paesi extra-Ue

“Questa situazione è destinata a cambiare – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura – a seguito della nuova intesa tra Stati Uniti e Cina e la prevedibile ripresa delle esportazioni di soia statunitense verso il mercato cinese”. “Dovremo verificare con attenzione gli effetti sui prezzi della rotazione dei flussi commerciali”, prosegue Giansanti che chiede poi il varo a livello comunitario di “un piano straordinario per l’aumento della produzione di cereali e proteine vegetali, al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni dai Paesi terzi”.

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La Cina riprende le importazioni dagli Usa

Confagricoltura segnala, infine, che le importazioni cinesi di soia prodotta negli Usa “sono già in ripresa”. “Lo scorso mese di novembre - concludono i rappresentanti delle imprese agricole - stando ai dati del ministero dell’agricoltura di Pechino, gli acquisti sono ammontati a 2,6 milioni di tonnellate: il quantitativo mensile più elevato dall’inizio del 2018”.

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