L'80% degli animali allevati nell'Ue consuma mangimi "fatti in casa"

E' quanto emerge da uno studio della Commissione europea. Resta alta, pero', la dipendenza dall'import di soia

Gli animali allevati nell'Unione europea mangiano cibo prodotto in casa, almeno nella maggioranza dei casi. Circa l'80% dei mangimi consumati negli allevamenti dei 28 Stati membri, infatti, proviene dalla stessa Ue. E' quanto emerge dal rapporto sulle proteine alimentari pubblicato dalla Commissione europea.

Il dato dimostra un alto tasso di autosufficienza dell'Ue in materia, ma questo riguarda soprattutto i prodotti a basso tenore proteico, come il foraggio grezzo (come erba e mais insilato), che è la principale fonte di proteine dei mangimi e che rappresenta il 45% del consumo totale di mangimi nella Ue.

Diversa la situazione per i prodotti ad alto contenuto proteico, come i semi di soia, dove la domanda è fortemente dipendente dall'import (leggasi Usa), dal momento che l'Ue solo il 26% di quello che consuma. Ecco perché, a conti fatti, la Ue importa annualmente circa 17 milioni di tonnellate di proteine grezze, di cui 13 milioni a base di soia.

Tuttavia, si registrano alcune tendenze positive: la superficie coltivata a soia nella Ue è raddoppiata, passando a quasi un milione di ettari dalla riforma della Politica agricola comune del 2013. Per le leguminose (piselli, fave, lenticchie, ceci) la produzione è quasi triplicata dal 2013. Sebbene la produzione di mangimi rimanga lo sbocco principale (93%), il mercato delle colture proteiche registra una notevole differenziazione, indica la Commissione, con un aumento della domanda di mangimi e di prodotti alimentari di qualità. Il mercato alimentare delle colture proteiche registra una crescita a due cifre, trainata dalla domanda di alternative alla carne e ai latticini. 

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