Brexit, Confagri: "Bene rinvio, più tempo per uscita ordinata"

Le esportazioni annuali del made in Italy agroalimentare destinate al Regno Unito ammontano a 3,4 miliardi di euro

“E’ stato di nuovo evitato il recesso immediato e senza regole del Regno Unito dalla Ue, così da poter avere ancora del tempo a disposizione che ci auguriamo possa essere utile per fare adottare alla Camera dei Comuni britannica la decisione che porti ad aprire il negoziato con l’Europa sul futuro delle relazioni commerciali”. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha così commentato positivamente l’esito del Consiglio europeo, riunito ieri a Bruxelles, che ha deciso di prorogare fino al 31 ottobre la scadenza della Brexit.

“Naturalmente ci auguriamo che nel futuro siano salvaguardate le relazioni commerciali bilaterali - ha detto Giansanti - per consolidare il flusso degli scambi nel settore agroalimentare e assicurare il rispetto degli standard di sicurezza e qualità che caratterizzano le produzioni europee”.

Giansanti ha anche aggiunto che le imprese agricole ed agroalimentari italiane si augurano al contempo che si risolva al più presto questa situazione di incertezza creata dal Regno Unito e che condiziona tutta l’Unione europea in termini che sarebbero negativi per l’economia dell’Unione.

“Un’uscita disordinata del Regno Unito dalla Ue, tra l’altro – ha aggiunto Giansanti - unita ai possibili dazi annunciati da Trump, avrebbe un effetto devastante sull’agroalimentare italiano.”

Confagricoltura ricorda che gli scambi commerciali bilaterali nel settore agroalimentare garantiscono un saldo attivo di 21 miliardi di euro a favore dell’Unione europea a 27 Stati membri. “Si tratta – ha sottolineato Giansanti – di un saldo superiore a quello che si regista per l’interscambio con il resto del mondo”.

Le esportazioni annuali del ‘Made in Italy’ agroalimentare destinate al Regno Unito ammontano a 3,4 miliardi di euro e circa il 30 per cento è rappresentato da prodotti a indicazione geografica e di qualità. Nel periodo 2001-2017 l’export di settore sul mercato britannico è aumentato complessivamente di oltre il 40 per cento.
 

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