"Senza accordo su Brexit a rischio 3,3 miliardi di export made in Italy"

L'allarme della Coldiretti dopo le ultime tensioni tra Londra e Bruxelles sull'uscita del Regno Unito dall'Ue

Un mancato accordo tra Unione europea e Regno Unito sulle modalità di uscita di Londra dall’Ue e le future relazioni rischia minaccia 3,3 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna realizzati nel 2017. A lanciare l’allarme è Coldiretti, in un’analisi condotta dopo la recente crisi del governo britannico. Le dimissioni dei ministri degli Esteri e per la Brexit, Boris Johnson e David Davis, hanno messo in luce le difficoltà dell’esecutivo di Sua Maestà nella gestione dell’uscita dall’Ue.

C’è tempo fino a ottobre per trovare un accordo così da permettere la Brexit a marzo 2019 e dare tempo ai Parlamenti nazionali di ratificare l’intesa, ma allo stato attuale lo scenario di un non accordo sembra divenire sempre più realistico. “Un’eventualità drammatica per i sudditi della Regina – sottolinea Coldiretti – ma anche per le imprese italiane particolarmente attive su un mercato molto importante per il cibo e le bevande nostrane”. La voce più importante della tavola nelle esportazioni tricolori, ricorda l’associazione, è rappresentata dal vino, con un valore di 810 milioni di euro di esportazioni nel 2017.

Al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti oltre Manica c’è la pasta, ma “rilevante” è anche il ruolo dell’ortofrutta, dei formaggi e dell’olio d’oliva. Coldiretti si dice inoltre “preoccupata” per l’eventualità che con l’uscita dall’Unione europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole all’export agroalimentare italiano, “come l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia ingiustamente quasi l’85% del Made in Italy a denominazione di origine (Dop)”. 

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