Bufala e San Daniele si salvano da Trump, ecco come hanno fatto

Il prosciutto friulano e la mozzarella campana evitano la scure dei dazi che rischia di mettere in ginocchio il mercato delle esportazioni agroalimentari italiane negli Usa

Mentre i consorzi italiani dei più popolari marchi Dop fanno previsioni sulle possibili perdite nelle esportazioni verso gli Stati Uniti, due punte di diamante del made in Italy agroalimentare si affrettano a smentire ogni possibile rincaro legato ai dazi imposti dalla Casa Bianca. “Nei dazi Usa non rientrano i prosciutti italiani, né tantomeno il Prosciutto di San Daniele”, dichiara il direttore del Consorzio del pregiato crudo friulano, Mario Emilio Cichetti, che considera quella dei dazi sugli insaccati una “fake news, destituita di ogni fondamento”. Stesso discorso vale anche per la Mozzarella di Bufala Dop, che si era messa al riparo dalla guerra commerciale con un negoziato vis-a-vis con gli statunitensi. 

Nessun rincaro sui prosciutti 

Il crudo San Daniele del Friuli si “salva” dalla stangata imposta da Donald Trump perché la lista definitiva dei prodotti è “prevalentemente indirizzata a Germania, Spagna, Francia e Inghilterra”, e, prosegue Cichetti, “l'unico accenno alle carni di maiale fa riferimento alle spalle crude e alle salsicce fresche che non abbiamo mai esportato”. Escludendo rischi di contraccolpi su un mercato che per il Consorzio è “relativamente importante”, Cichetti ricorda che “gli Usa sono il secondo mercato di esportazione del San Daniele dopo la Francia”. “Abbiamo una quota export di circa il 16% - conclude - e gli Stati Uniti valgono circa il 25% di questo 16%”.

L'accordo "salva-mozzarelle"

Salva anche la Mozzarella di Bufala Dop che si era assicurata la tutela del marchio negli Usa con una trattativa ad hoc, conclusa la scorsa estate. Come riportato dall’agenzia Agricolae, il Consorzio della Bufala aveva firmato ad agosto un accordo con Jaime Castaneda, il vicepresidente dell'Us Dairy, “organizzazione associativa indipendente che rappresenta gli interessi commerciali globali dei produttori di latte degli Stati Uniti”. Castaneda, a nome dei produttori americani, e Domenico Raimondo, presidente del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop, hanno preso un impegno reciproco: “Voi in Italia riconoscete che il termine ‘Mozzarella' descrive un tipo di formaggio mentre noi in Usa riconosciamo che 'Mozzarella di Bufala campana Dop' ha un carattere distintivo e definisce il solo prodotto regolato dal disciplinare e il suo territorio”, riassumeva Castaneda. Un mutuo riconoscimento che andava bene tanto ai produttori americani, “perché si definisce una volta per tutte un tipo di formaggio”, quanto per il Consorzio della Bufala campana, il cui export negli Usa vale 10 milioni di euro l’anno. 

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