Cambogia, deputati europei a Commissione: bene missione, riferire su diritti umani e riso

La lettere dei parlamentari De Castro e Mosca all'Alta rappresentante Mogherini e alle colleghi di collegio Thyssen e Malmstrom

La Cambogia è motivo di preoccupazione per via delle politiche intraprese dalle autorità nazionali, che minano le libertà fondamentali e mettono a rischio il rispetto dell’accordo Eba. E’ quanto si legge nella lettera inviata dai parlamentari europei, tra i quali gli italiani Paolo De Castro e Alessia Mosca (Pd/S&D), all’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, e ai commissari Cecilia Malmstrom (Commercio) e Marianne Thyssen (Affari sociali). L’accordo Eba (Everything But Arms, ossia Tutto tranne le armi), permette ai Paesi meno avanzati di esportare verso l’Ue tutti i propri prodotti a dazio zero tranne le armi. Il governo di Phon Pen sembra essere venuto meno ai suoi obblighi in materia di diritti umani, motivo di una missione dell’Ue nel Paese asiatico. “Apprezziamo la missione”, scrivono i deputati, che si dicono “profondamente preoccupati” anche per la “concorrenza sleale degli esportatori cambogiani di riso nei confronti dei produttori italiani e non solo, come denuncia da anni l’Ente Risi”.

La missione in Cambogia, sottolineano De Castro e Mosca, “dimostra come la soluzione ai problemi dei nostri risicoltori non possa essere semplicemente trovata con la chiusura dei porti italiani”. Ora i firmatari della missiva, 19 da tutti gli schieramenti, attendono che la Commissione europea riferisca sulle conclusioni della missione “ai cittadini e al Parlamento”.

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