Cibi scaduti, falso bio e animali maltrattati: la lista degli orrori nella filiera italiana

Dai ristoranti ai supermercati, passando per le azienda agricole: il rapporto annuale dei Nas mette in luce il lato oscuro dell'agroalimentare del Belpaese

Cibi scaduti, mal conservati, falso bio e prodotti con etichette contraffatte. Nel 2018 sono stati 31.479 gli interventi eseguiti dai Nas nella filiera alimentare presso aziende, strutture e operatori di canali produttivi e commerciali in Italia: in 10.672 casi sono emerse irregolarità amministrative o penali (pari al 34% dei controlli), con l'arresto di 13 persone e la denuncia all'autorità giudiziaria di altre 1.605.

Sanzioni per 16 milioni di euro

Significativo il valore delle violazioni rilevate nel corso dei controlli, con 2.137 reati accertati e 18.529 sanzioni amministrative pecuniarie contestate, per un valore di 16 milioni di euro, come hanno spiegato i Nas oggi a Roma. Rilevante il dato dei sequestri: oltre 23.800 tonnellate e 14 milioni e 700 mila confezioni di alimenti irregolari, sottratti prima del consumo. Irregolarità che hanno portato allo stop di 1.652 strutture, esercizi commerciali e di somministrazione della filiera alimentare, per un valore stimato in oltre 390 milioni di euro.

Quasi 1 struttura su 2 irregolare

Controlli anche per ristoranti e pizzerie, bar-gastronomie, fast-food: sono stati ispezionati 11.954 esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti, con 5.245 strutture irregolari, pari al 44%. Complessivamente sono stati sanzionati 5.062 titolari di bar e ristoranti, con oltre 7,6 milioni di euro di violazioni amministrative pecuniarie; mentre sono stati deferiti all'autorità giudiziaria 571 gestori per reati di frode in commercio e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione, eseguendo il sequestro di oltre 11 tonnellate di derrate alimentari non idonee al consumo umano. Inoltre, sono state disposte chiusure e sospensioni dell'attività nei confronti di 720 imprese operanti in condizioni precarie e incompatibili per la sicurezza produttiva.

Il falso bio

I Nas segnalano la scoperta di un sodalizio criminoso che acquistava ingenti quantitativi di prodotti alimentari e attrezzature al fine di rivenderli senza corrispondere al pagamento della merce, per un danno stimato in circa 200 mila euro nei confronti di 42 fornitori locali. Quanto alla verifica della regolarità dei prodotti da agricoltura biologica (periodo marzo-maggio), emerge il sequestro di 100 tonnellate e 1.500 confezioni di alimenti non idonei alla commercializzazione, sia per motivi di etichettatura e tracciabilità che per ragioni igienico-sanitarie e di superamento dei termini di conservazione.

Sequestrati 525mila capi di bestiame

C'è quindi il capitolo animali da reddito e da affezione: in questo caso le verifiche igienico-sanitarie e i controlli dedicati al rispetto del benessere di questi animali hanno portato a oltre 1.400 le ispezioni, con l'individuazione di 156 "situazioni di grave precarietà che hanno richiesto il sequestro di 525 mila capi". Tra questi, anche cani rinvenuti presso strutture e canili e privati di spazi minimi di movimento, o in ricoveri fatiscenti e sovraffollati. 

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Commenti (1)

  • Questo perché ci sono NAS, ASL e compagnia bella che controllano, grazie a Dio. Figuriamoci se non ci fossero: morti a migliaia per avvelenamento. Ma la cosa schifosa ed immonda che accade in Italia è che non vengono pubblicati i nomi delle imprese e delle ditte sanzionate. Con ogni probabilità le associazioni di categoria hanno fatto pressione sulla politica affinché ciò non potesse essere fatto.

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