“Norme Ue sul cibo contaminato e via un nuovo osservatorio di mercato” le priorità del settore bio

Tp Organics e Ifoam-Ue chiedono di armonizzare a livello comunitario le norme sulle sostanze non autorizzate nella produzione biologica. Tra gli obiettivi degli operatori anche la ricerca sui sistemi agricoli resistenti al cambiamento climatico

“I nostri attuali sistemi alimentari e agricoli sono insostenibili e necessitano di una profonda trasformazione”. Comincia senza mezzi termini l’ultimo rapporto sulla nuova “Agenda strategica di ricerca e innovazione per il biologico e l’agroecologia”, pubblicato dalla piattaforma tecnologica sull’agricoltura Tp Organics e Ifoam Ue, la federazione del settore bio europeo. Al centro delle raccomandazioni politiche e delle richieste sulla programmazione di Horizon, il piano di investimenti Ue in ricerca, viene espressa la necessità di far avanzare il settore biologico, ridisegnare le politiche alimentari e agricole e investire su sistemi di coltivazione diversificati e resistenti al cambiamento climatico

Osservatorio del mercato bio

Tra le necessità espresse dal comparto c’è anche quella di creare un osservatorio economico sul mercato del biologico. “La trasparenza del mercato degli alimenti biologici rimane una sfida”, si legge nel rapporto che indica l’urgenza di raccogliere “dati elettronici su volumi e valori dei prodotti, flussi nel mercato interno” ma anche dati sulla vendita al dettaglio, cifre su importazione ed esportazione dei prodotti bio e informazioni sull’attività di contrasto e prevenzione delle frodi e della contaminazione nell'agricoltura biologica.

Ridurre contaminazione per aumentare la fiducia

Proprio su quest’ultimo punto si concentra la richiesta del settore di maggiori sforzi sul fronte della riduzione al minimo della contaminazione dei prodotti biologici dai pesticidi sintetici, banditi per la produzione di cibi “organic”, ma presenti negli alimenti bio a causa dell’inquinamento delle risorse naturali. Un’azione “essenziale per mantenere la fiducia dei consumatori negli alimenti biologici”, si sottolinea. 

Regole Ue sulle sostanze non autorizzate 

“La presenza di sostanze non autorizzate nella produzione biologica richiede indagini da parte degli organismi di controllo e degli operatori”, prosegue il rapporto. Ciò non solo comporta “costi di manodopera e di analisi per il singolo operatore”, ma ha come secondo effetto negativo quello di “ritardare la consegna della merce”, influendo sull'intera catena di approvvigionamento dei cibi bio. “L'approccio non armonizzato dei diversi Stati membri dell’Ue - si legge nello studio - pone ulteriori difficoltà quando gli alimenti biologici sono commercializzati a livello internazionale”. Da qui la richieste di una “migliore armonizzazione internazionale nel settore”, con regole chiare a livello europeo.

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