Coronavirus, l'allarme: subito incentivi ad agricoltori o scorte mais a rischio esaurimento

La federazione delle rivendite agrarie: “Sostegno necessario per estendere le coltivazioni e compensare il rallentamento delle importazioni”

"Servono subito incentivi agli agricoltori per estendere le coltivazioni e compensare il rallentamento delle importazioni. In caso contrario, mancheranno presto le scorte sia per gli animali che per la popolazione italiana".

A lanciare il monito è Fabio Manara, presidente di Compag, la federazione delle rivendite agrarie. ''In un Paese che importa il 50% delle granaglie destinate all'alimentazione del bestiame - afferma il presidente di Compag - è fondamentale che il Governo comprenda quanto l'intero settore zootecnico sia a rischio, ora che le importazioni dall'estero sono rallentate dalle misure adottate dai vari Paesi per contenere il coronavirus (riduzione del personale viaggiante, quarantena per il personale che rientra da altri paesi, lungaggini alle frontiere ecc.), e che intervenga di conseguenza, offrendo tempestivamente degli incentivi agli agricoltori in modo che questi riprendano a coltivare i numerosi terreni abbandonati (perché non sufficientemente redditizi) riducendo così il gap delle importazioni almeno dal 50% al 30%''.

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"L'Accordo quadro per il mais (valido per le politiche agricole 2020-22) rappresenta un primo passo verso la ripresa produttiva di questo prezioso cereale in Italia, ma è fondamentale - rileva Manara - che la filiera non venga lasciata sola in un momento così difficile. Se i Paesi a cui l'Italia è solita rivolgersi per il proprio approvvigionamento di mais destinato all'agricoltura e alla zootecnia dovessero decidere di sospendere tali forniture allo scopo di garantirsi un maggiore periodo di autonomia per sopravvivere all'isolamento imposto dall'attuale emergenza coronavirus, il nostro Paese si troverebbe ad affrontare una situazione senza precedenti, privo delle riserve di magazzino che gli consentirebbero di sostenere il settore zootecnico e, di conseguenza, l'approvvigionamento di prodotti animali sulle tavole degli Italiani".

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