Crisi del settore suinicolo, la Cia chiede di intervenire nel decreto emergenze

Il presidente Scanavino: "In questo momento la filiera non riesce a valorizzare un prodotto Dop d’eccellenza e a pagare è sempre l’anello più debole della catena: l’allevatore”

Ansa Pierpaolo ferreri

Il settore suinicolo in Italia sta attraversando un momento di crisi dovuto a diversi fattori come il calo dei consumi, la concorrenza di altri Paesi membri e la necessità di una migliore valorizzazione. Per provare a migliorare la situazione Cia-Agricoltori Italiani sta presentando alcune proposte di emendamento in vista della conversione in legge del decreto emergenze. "In questo momento la filiera non riesce a valorizzare un prodotto Dop d’eccellenza come il suino pesante per la produzione dei prosciutti, e a pagare è sempre l’anello più debole della catena: l’allevatore”, denuncia il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, secondo cui “non c’è un tema di sovrapproduzione, ma di strategia commerciale di organizzazione della filiera”.

Prezzi troppo bassi

Gli allevatori, afferma, “hanno scelto di produrre puntando sulla qualità e stanno investendo per migliorare il benessere animale. Ma, con questi prezzi, rischiano seriamente di vedere depauperato il loro patrimonio”. Per questo, conclude il presidente Cia, “è indispensabile invertire la tendenza al più presto, continuando a investire sulla qualità e sulla valorizzazione del nostro prodotto, soprattutto sui mercati esteri ancora poco esplorati" L'obiettivo della confederazione è da un lato di rilanciarne la competitività, dall’altro di promuovere il consumo di carne attraverso campagne di promozione e di comunicazione istituzionali.

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Peggiora la redditività

A preoccupare sono innanzitutto i numeri: solo a marzo, si è assistito a un ulteriore peggioramento della redditività dei suinicoltori italiani, scesa a livelli che non si registravano dal 2013, con un crollo tendenziale del 24% (fonte Crefis). Anche il prezzo della carne suina è ai minimi storici, con listini fermi a 1,1 euro al kg nel circuito Dop (-26,5% rispetto al 2017). Le quotazioni degli animali da macello continuano la discesa, con valori che non si riscontravano dal 2009, ma i problemi sono tanti -continua Cia-Agricoltori Italiani-. In Italia è in atto un pesante calo dei consumi di carne suina (-5% in un anno), senza contare la forte concorrenza, soprattutto dalla Spagna, che in 15 anni ha raddoppiato la produzione da 20 a quasi 40 milioni di capi. Mentre nel nostro Paese siamo scesi a 8,4 milioni di suini.

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