"Lo zucchero in Europa è sempre più amaro". E salato

L'allarme della Confederazione dei bieticoltori europei. Colpita anche l'Italia: in un decennio, la produzione nazionale si è più che dimezzata

Nell'arco di un decennio, la produzione di zucchero in Europa si è più che dimezzata. E i prezzi si sono impennati. E' quanto denuncia il Cibe, la Confederazione dei bieticoltori europei.

“Avevamo già denunciato - dice il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - che in Italia le superfici di barbabietole da zucchero in 11 anni si sono contratte del 62%, chiedendo alle istituzioni comunitarie di attivare al più presto misure eccezionali. Ora anche il Cibe ha ricordato come negli ultimi due anni non siano state adottate misure per il settore scosso da forti turbolenze, trasferendo più di due miliardi di euro dai produttori e dalle industrie agli utilizzatori di zucchero”.

Il Cibe ha denunciato una perdita pari al 30% sul reddito dei produttori europei, nonostante il livello più alto di produzione e di qualità delle loro barbabietole. “Dopo l’Italia - continua Giansanti - è ora l’intero settore dello zucchero europeo in profondo rosso. La crisi, innescata dai bassi prezzi, ha colpito i paesi principali produttori nella Ue, tanto che il gruppo tedesco Sudzucker ha annunciato la chiusura di cinque zuccherifici in Europa, di cui due in Francia”.

Secondo Giansanti, serve il sostegno dall’Europa: "Attendiamo proposte che prevedano benefici diretti per la produzione agricola incentivando così gli investimenti, che valorizzino lo zucchero italiano ed europeo, sfruttando i nostri punti di forza per mantenere questo settore di eccellenza e rilanciando una filiera essenziale per l'agricoltura e l'agroalimentare nazionale", conclude.

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