Non passa l'approvazione dei dazi sul riso di Cambogia e Myanmar, la palla torna alla Commissione

Tra gli Stati è mancata la maggioranza qualificata necessaria e ora il potere di ripristinarli spetta all'esecutivo. Il presidente del Parlamento Tajani: “Bruxelles può confermarli”

Ansa EPA/HEIN HTET

Niente da fare, ameno per il momento, per l'introduzione di una clausola di salvaguardia sul riso importato dalla Cambogia e dal Myanmar e la conseguente reimposizione di dazi. Ieri al Comitato per il Commercio Ue è mancata la maggioranza qualificata necessaria: 13 Paesi hanno votato a favore, otto contro e sette si sono astenuti. L'assenza di una maggioranza qualificata non blocca l'approvazione ma significa che ora la palla torna all'esecutivo comunitario che ora ha la possibilità di approvare la propria proposta e ha mani libere nel decidere.

"Una maggioranza di Stati Ue ha votato a favore dei dazi per proteggere il riso italiano dalla concorrenza sleale dall'Asia. Ora la Commissione Ue può confermare i dazi": ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani. La Germania si è astenuta mentre la Francia ha votato a favore. La mancata approvazione è ststa accolta con “profonda delusione” dalla Confagricoltura che attraverso il presidente Massimiliano Giansanti ha sollecitato Bruxelles a “varare il regolamento di esecuzione con il ripristino dei dazi”, definendolo “un atto dovuto nei riguardi dei risicoltori italiani ed europei”.

Anche per la Cia la battaglia non è ancora finita. "Auspichiamo che entro dicembre si raggiunga l'accordo per adottare la misura ripristinando i dazi sull'import da Cambogia e Birmania”, ha commentato il presidente nazionale Dino Scanavino assicurando: “Da parte nostra, continuiamo la nostra battaglia per dire basta al flusso enorme di Riso asiatico che, entrando in Europa a prezzi troppo bassi, ha portato a una sorta di concorrenza sleale danneggiando i nostri agricoltori". Il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, ha auspicato che "il Collegio dei Commissari adotti al più presto l'atto di implementazione relativo all'attivazione della clausola di salvaguardia del riso".

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Commenti (2)

  • L'operazione va letta come trasferimento di richezza dai paesi europei verso quelli sudasiatici. Impoverimento degli europei, arricchimento (molto relativo) di quelli asiatici, vantaggio enorme per gli importatori, senza alcun rischio imprenditoriale. Il governo europeo, bontà sua, é molto sensibile a combattere la povertà. Peccato che questo impoverimento sia solo dell'italia mentre gli altri stati europei godono come per la quercia abbattuta, dei prodotti a minor prezzo. È con questo modo di agire che l'italia ha perso nell'ultimo decennio una aliquota enorme di pil. Altro che manodopera inefficiente e strutture obsolete: è un nodo scorsoio che si stringe sempre più.

  • E' una costante del governo (o gestione) dell'UE, favorire i dazi solo per le merci prodotte nel Nord Europa. Il riso è un prodotto "del Sud dell'UE", quindi libera importazione e chi se ne frega.

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