Dazi, Trump fa sul serio. E punta il mirino sul cibo made in Italy

Formaggi, salumi, ma anche prosecco e succhi di frutta. Nella guerra commerciale tra Usa e Ue, finiscono di mezzo numerosi prodotti agroalimentari italiani. Confagri e Coldiretti: "A rischio export da 4 miliardi"

Ci sono il parmigiano e il grana, ma anche il prosecco, il marsala. Passando per salumi, pasta, olio d'oliva e succhi di frutta. E' lunga la lista di prodotti agroalimentari made in Italy che compaiono nella nuova lista di beni importati dall'Unione europea che il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato di voler colpire con i dazi.

"Oggi l'ufficio del rappresentante al Commercio Usa sta divulgando per la valutazione pubblica una lista supplementare di prodotti che possono essere potenzialmente soggetti ad addizionali tariffe", si legge in una nota. Le potenziali tariffe, precisa il dipartimento del Commercio, sono legate "ai sussidi Ue ai grandi aerei commerciali" (ossia all'Airbus, diretto concorrente del gigante statunitense Boeing, da tempo in difficoltà) e si aggiungono agli iniziali dazi per 21 miliardi di dollari sulle importazioni Usa dal Vecchio Continente già proposti lo scorso 12 aprile. In totale, dovrebbe essere di 4 miliardi il valore delle nuove tariffe.

Come il precedente elenco, anche la nuova lista contiene numerosi prodotti agroalimentari italiani. Secondo Coldiretti, sarebbero la metà di quelli che ogni anno vengono esportati negli Usa. "Si tratta di un duro colpo per l'Italia - spiega l'associazione - che ha aumentato dell'11 % le esportazioni agroalimentari in Usa nel primo trimestre del 2019 dopo che lo scorso anno nel 2018 si era registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%), secondo l'analisi della Coldiretti su dati Istat. Gli Usa - si legge ancora nell'analisi - minacciano di colpire importanti prodotti agricoli e alimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, i salumi, la pasta ma anche l'olio di oliva, gli agrumi, l'uva, le marmellate, i succhi di frutta, l'acqua e i superalcolici".

Il Parmigiano e il Grana, che vedono nell'America il secondo mercato di riferimento, dopo la Germania, valgono 149 milioni di euro di export in Usa nel 2018 con un crescita di oltre il 35% nel primo trimestre di quest'anno. "Mentre il valore totale dei formaggi made in Italy negli Usa supera i 270 milioni di euro. Ma nella black list - continua la Coldiretti - ci sono anche gli agrumi, le marmellate, i succhi d'uva e di frutta, l'acqua minerale, i superalcolici e alcune varietà di pesce. Senza dimenticare il vino che, con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro nel 2018, è anche il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States".

A esprimere preoccupazione è anche Confagricoltura, che si rivolge alla Commissione europea: "Occorre il massimo impegno per evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva anche per l'Italia. Gli Usa sono il primo mercato extraeuropeo per il comparto agroalimentare, con un valore di oltre 4 miliardi di euro. La via da seguire è quella del dialogo bilaterale", ha detto il presidente dell'associazione, Massimiliano Giansanti, che ha aggiunto: "Il negoziato tra partner importanti, come sono Unione europea e Stati Uniti, è sempre preferibile per evitare l'insorgere di tensioni commerciali che penalizzerebbero le imprese e le prospettive di crescita economica".

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